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Serie B al via: retrocesse in pole position

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Anno dopo anno si fa sempre più difficile, e le brutte figure sono dietro l’angolo. No, non ci riferiamo al campionato di serie B ma al gioco dei pronostici, al tentativo di prevedere chi la spunterà al termine della maratona lunga 42 chilometri (giornate). Chi l’avrebbe detto, un anno fa, che la Reggina si sarebbe salvata alla penultima giornata? O che il Cesena avrebbe infilato la seconda promozione consecutiva? Follie di un torneo i cui valori si stanno appiattendo sempre di più: ma sottrarsi al giochetto non è possibile, nè sarebbe giusto.

 

Tuffiamoci allora nella nuova avventura cadetta, al via già venerdì sera con l’anticipo Atalanta-Vicenza, prologo delle altre nove partite in programma domenica alle 20.45 mentre lunedì si giocherà il nostalgico posticipo Torino-Varese. C’è un nuovo sponsor, un nuovo abito grafico e soprattutto è l’anno zero del nuovo calcio, con la partenza della Lega B e le conseguenze della suddivisione collettiva dei diritti tv: ma alla fine, la sostanza rimane la stessa. Pochi soldi e mercato praticamente fermo eccetto chi se lo poteva permettere. I pronostici li sbaglia solo chi non li fa, ed allora ci stupiremmo molto nel non vedere almeno due delle tre retrocesse dalla A festeggiare a fine maggio il repentino ritorno nell’Olimpo. Atalanta e Siena partono infatti favorite, dopo aver confermato il telaio della scorsa stagione ed averlo puntellato con i migliori elementi dello scorso anno, come hanno fatto i bergamaschi con Ardemagni e Pettinari dal Cittadella, o con un allenatore che in B ha già vinto e che cerca riscatto, Conte a Siena.

Il 4-4-2, facilmente trasformabile in 4-2-4, è l’abito che indosseranno entrambe le squadre: calcio aggressivo, chi ha qualità è bene che la mostri. Più sotto traccia i movimenti del Livorno, uscito con le ossa rotte dallo scorso campionato: si punta in alto, ma non lo si dice. Spinelli ha scommessso su Pillon, un altro integralista del 4-4-2, ed il ritorno di Dionisi, unito al fresco acquisto di Iori ed a quelli di due dei migliori terzini della passata stagione, Salviato e Lambrughi, fanno degli amaranto la prima alternativa al duo di testa. Dietro, non si dovrebbe uscire da un gruppo di tre-cinque squadre che si disputeranno i playoff: su tutte il Torino, seriamente attardato sul mercato. Lerda è stato il miglior acquisto di Petrachi, ma serve la squadra: gli ultimi affari potrebbero anche far schizzare in alto i granata, ma per ora non si sogna.

Da seguire anche il Sassuolo: la scelta di voltare pagina con Arrigoni, reduce da stagioni non positive, contrasta con un mercato grandi firme, incentrato su arrivi provenienti dai vicini di casa del Modena. Troiano, Bruno e, indirettamente, Catellani, rappresentano un ottimo biglietto da visita per una squadra che, al terzo tentativo, non può più fallire, pena la disaffezione del patron Squinzi. Fine dei sogni? Quasi. Qualche chances la diamo tuttavia anche alla misteriosa Reggina di Atzori, che parte a fari spenti e dopo un mercato di basso profilo: si punta a stupire, ma non sarà facile e manca qualcosa davanti. E le sorprese? Se ci saranno, risponderanno ai nomi di Padova e Novara: i veneti si sono affidati alle cure di Rino Foschi dietro la scrivania e di Alessandro Calori in panchina e dopo i tormenti dell’anno scorso non possono che migliorare, mentre i piemontesi, di ritorno in B dopo trentacinque anni, hanno condotto un mercato inferiore alle aspettative ma promettono colpi ad effetto negli ultimi giorni, e con Tesser vanno sul sicuro.

 

Poi ecco un gruppo di sei squadre che non dovrebbero riuscire ad andare oltre ad una tranquilla salvezza, salvo miracoli: dall’Albinoleffe che rifonda dopo l’addio a Cellini e Ruopolo, passando per il Cittadella che punta a fabbricare nuovi campioncini, per il Varese, che con pochi mezzi a disposizione punta alla solidità, per il Frosinone che ha rimesso nel cassetto i sogni e per la coppia di toscane Grosseto ed Empoli. I maremmani hanno portato avanti il solito mercato aggressivo, da Allegretti a Caridi, nella speranza che Camilli non esoneri Apolloni alla prima sconfitta, mentre gli azzurri si sono affidati all’emergente Aglietti ed al manipolo di giovani reduci dalla finale Primavera: rischio calcolato.

Eccoci infine al gruppone di otto squadre che saranno chiamate a soffrire fino all’ultima giornata per evitare di sprofondare in Lega Pro. Qualche distinguo però è necessario: impossibile infatti non accreditare di qualcosa di più di una semplice salvezza il Crotone, che continua con Menichini sulla linea dello spettacolo coniugato ai risultati. Semaforo rosso per le altre: Ascoli e Modena, che si sono iscritte in extremis, chiedono un miracolo rispettivamente a Gustinetti ed a Bergodi, uno dei sette allenatori esordienti, il Vicenza senza Sgrigna si vota alla sofferenza mentre il Pescara spera di non essere tornato tra i grandi troppo presto. Chiudono la fila il Piacenza dell’idolo di casa Armando Madonna, che cerca a costo quasi zero un’altra salvezza miracolosa, ed il Portogruaro che, passato già dalle mani di Corini a quelle di Viviani, spera di non ripetere le “gesta” del Gallipoli. Sarebbe davvero un brutto biglietto da visita per una categoria che punta a rifarsi una nuova vita, umile ma bella.


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