Tuffiamoci allora nella nuova avventura cadetta, al via già venerdì sera con l’anticipo Atalanta-Vicenza, prologo delle altre nove partite in programma domenica alle 20.45 mentre lunedì si giocherà il nostalgico posticipo Torino-Varese. C’è un nuovo sponsor, un nuovo abito grafico e soprattutto è l’anno zero del nuovo calcio, con la partenza della Lega B e le conseguenze della suddivisione collettiva dei diritti tv: ma alla fine, la sostanza rimane la stessa. Pochi soldi e mercato praticamente fermo eccetto chi se lo poteva permettere. I pronostici li sbaglia solo chi non li fa, ed allora ci stupiremmo molto nel non vedere almeno due delle tre retrocesse dalla A festeggiare a fine maggio il repentino ritorno nell’Olimpo. Atalanta e Siena partono infatti favorite, dopo aver confermato il telaio della scorsa stagione ed averlo puntellato con i migliori elementi dello scorso anno, come hanno fatto i bergamaschi con Ardemagni e Pettinari dal Cittadella, o con un allenatore che in B ha già vinto e che cerca riscatto, Conte a Siena.
Il 4-4-2, facilmente trasformabile in 4-2-4, è l’abito che indosseranno entrambe le squadre: calcio aggressivo, chi ha qualità è bene che la mostri. Più sotto traccia i movimenti del Livorno, uscito con le ossa rotte dallo scorso campionato: si punta in alto, ma non lo si dice. Spinelli ha scommessso su Pillon, un altro integralista del 4-4-2, ed il ritorno di Dionisi, unito al fresco acquisto di Iori ed a quelli di due dei migliori terzini della passata stagione, Salviato e Lambrughi, fanno degli amaranto la prima alternativa al duo di testa. Dietro, non si dovrebbe uscire da un gruppo di tre-cinque squadre che si disputeranno i playoff: su tutte il Torino, seriamente attardato sul mercato. Lerda è stato il miglior acquisto di Petrachi, ma serve la squadra: gli ultimi affari potrebbero anche far schizzare in alto i granata, ma per ora non si sogna. 
Poi ecco un gruppo di sei squadre che non dovrebbero riuscire ad andare oltre ad una tranquilla salvezza, salvo miracoli: dall’Albinoleffe che rifonda dopo l’addio a Cellini e Ruopolo, passando per il Cittadella che punta a fabbricare nuovi campioncini, per il Varese, che con pochi mezzi a disposizione punta alla solidità, per il Frosinone che ha rimesso nel cassetto i sogni e per la coppia di toscane Grosseto ed Empoli. I maremmani hanno portato avanti il solito mercato aggressivo, da Allegretti a Caridi, nella speranza che Camilli non esoneri Apolloni alla prima sconfitta, mentre gli azzurri si sono affidati all’emergente Aglietti ed al manipolo di giovani reduci dalla finale Primavera: rischio calcolato.
Eccoci infine al gruppone di otto squadre che saranno chiamate a soffrire fino all’ultima giornata per evitare di sprofondare in Lega Pro. Qualche distinguo però è necessario: impossibile infatti non accreditare di qualcosa di più di una semplice salvezza il Crotone, che continua con Menichini sulla linea dello spettacolo coniugato ai risultati. Semaforo rosso per le altre: Ascoli e Modena, che si sono iscritte in extremis, chiedono un miracolo rispettivamente a Gustinetti ed a Bergodi, uno dei sette allenatori esordienti, il Vicenza senza Sgrigna si vota alla sofferenza mentre il Pescara spera di non essere tornato tra i grandi troppo presto. Chiudono la fila il Piacenza dell’idolo di casa Armando Madonna, che cerca a costo quasi zero un’altra salvezza miracolosa, ed il Portogruaro che, passato già dalle mani di Corini a quelle di Viviani, spera di non ripetere le “gesta” del Gallipoli. Sarebbe davvero un brutto biglietto da visita per una categoria che punta a rifarsi una nuova vita, umile ma bella.