Una fine attesa, ma che fa comunque rabbia. L’Ancona saluta il calcio professionistico ed a distanza di sei anni torna nell’inferno delle serie minori. La Seconda Divisione, se l’intenso lavoro del sindaco riuscirà a sollecitare l’interesse degli imprenditori locali, o addirittura la serie D. Dopo un campionato d’alto livello, trascorso a lungo in zona playoff, i dorici si arrendono, vittime di una gestione societaria tragicomica, sottovalutata per un anno intero. La società comunque promette battaglia a suon di ricorsi.
Ma l’Ancona è solo la punta dell’iceberg del terremoto che ha colpito il calcio italiano: ventuno società escluse dai campionati dal Consiglio Federale rappresentano un dato più che eloquente per fotografare la crisi di bulimia del mondo professionistico nostrano, carico di squadre ed alle prese con profondi problemi di gestione, economica e non solo.
Da Perugia, Rimini, Gallipoli e Mantova, società di Prima Divisione che avevano già rinunciato all’iscrizione, alle altre che si sono viste bocciare i ricorsi presentati alla Covisoc. Tre in Prima, Arezzo, Figline (dove avrebbe dovuto cominciare la carriera di allenatore Enrico Chiesa) e Real Marcianise, e ben tredici in Seconda, tra cui società protagoniste di campionati d’avanguardia come il Legnano, finalista playoff ma reduce da una stagione kafkiana, e l’Alghero, a lungo in testa al girone A nel campionato appena concluso. Completano il triste elenco Olbia, Itala San Marco, Pro Vasto, Pescina, Manfredonia, Cassino, Scafatese, Potenza, Monopoli, la gloriosa Pro Vercelli, al secondo fallimento in vent’anni e la Sangiustese, tradita da una fideiussione rivelatasi falsa.
Ma anche chi s’è salvato in extremis come Salernitana e Cavese guarda al futuro con preoccupazione, al pari di tutti gli appassionati per un movimento, quello delle serie minori, che continua a soffrire. Neppure l’innalzamento delle quote d’iscrizione necessarie per essere ripescati servirà infatti per placare la caccia ai posti vacanti: in B, al posto dell’Ancona, la Triestina dovrebbe spuntarla sul Verona ma se si pensa che in lizza per tornare dalla porta di servizio ci sono squadre come Messina, Avellino e Pisa, reduci da recenti fallimenti, anche il domani non regala certezze. Il 23 luglio scade il termine per presentare domanda, a fine mese un Consiglio Federale emetterà i verdetti.
Il presidente Macalli ha in mano la deroga per la riforma dei campionati che putroppo dovrebbe materializzarsi però solo tra un anno, quando magari ci sarà da registrare un nuovo record di mancate iscrizioni. Altro che pensare agli extracomunitari: Abete dovrebbe riflettere sul perchè di tutto questo.
Beautiful job. I think in that age of pcisaso jobs like Guernica an all of those illustrations about Minotauro, or Desnudo recostado (1932) (i have already looked for it now, jajaja) and this one —Man on boat— is a beautiful job, like haida tattoos, quite different in between but interesting as well. Man, just want to say your job has very fine sense of feeling and art and it’s very enjoyable and surprisingly to see for me (i mean, is not usual to turn in the corner and find in the wall something like this, jajaja). Hope to see soon your art in the streets of Guadalajara!
vxXYjK cixtbhpidnjd
DFq6b6 , [url=http://fdwxmptkengq.com/]fdwxmptkengq[/url], [link=http://zwwilahhtnrt.com/]zwwilahhtnrt[/link], http://ckztsdfvqdpz.com/