L’Inter non deve, ancora, preoccuparsi per la sua finale del Mondiale per Club in programma a dicembre. Ma la crescita del calcio sudamericano è un fatto. Quattro squadre tra le prime otto del mondo il nuovo continente non le aveva mai portate: al massimo s’era fermato a tre, nel ’70 e nel ’78.
Dicevamo però che l’Inter non deve preoccuparsi perchè il calcio sudamericano è un esportatore di talenti, nelle squadre di casa ci sono pochi fenomeni, quelli se ne vanno in Europa a vent’anni, poi tornano fortificati e migliorati e danno spettacolo nelle loro nazionali. Ciò che non fa il calcio europeo e soprattutto quello italiano, storicamente restìo a far emigrare i propri giocatori più rappresentativi.
Alla fine, comunque, tra le semifinaliste non ci dovrebbero essere grandi sorprese. Le ultime due a guadagnarsi i quarti sono state la Spagna ed il Paraguay, che s’incontreranno sabato 3 luglio alle 20.30: i sudamericani hanno avuto bisogno dei rigori per superare il Giappone e continuano a deludere tutti quelli che avevano parlato di miglior Paraguay della storia. È così nei numeri perchè mai prima d’ora il piccolo paese sudamericano si era spinto tanto avanti, fermandosi agli ottavi nel 1986, nel 1998 e nel 2002, ma non nella sostanza perchè ad un attacco grandi numeri non corrisponde un’adeguata cifra di gioco.
Dovrebbe allora essere tutto facile per la Spagna, che ha superato per 1-0 il Portogallo grazie ad un gol di David Villa, che appaia in classifica marcatori Vittek ed Higuain a quota quattro. Non è ancora la Spagna dei sogni ma quando accelera e fa circolare il pallone velocemente pochi possono resisterle, soprattutto un Portogallo ai minimi storici per qualità e coraggio.
Così la Spagna intravede il podio perchè, se dovesse perdere la semifinale contro la vincente di Argentina-Germania, avrebbe comunque la possibilità di agganciare il terzo posto, che sarebbe il miglior risultato di sempre ad un Mondiale, superando nella finalina la vincente di Uruguay-Ghana, che se tutto va come previsto dovrebbero fermare la propria corsa contro Brasile o Olanda, quello che sembra qualcosa di molto simile ad una finale anticipata.
Ma in Spagna nessuno vuole mettere le mani avanti nè pensa di accontentarsi di un piazzamento: la squadra ha tutto per vincere anche se la sensazione è che le altre quattro grandi abbiano qualcosa in più, in fatto di esperienza in gare del genere e di numero di uomini risolutivi. Ma in un Mondiale in cui tutto va al contrario, perchè la Germania dà spettacolo, l’Olanda specula ed il Brasile è invidiato per la sua difesa c’è da aspettarsi di tutto: anche quattro semifinaliste sudamericane.