In esclusiva per i nostri lettori, eCalcio blog intervista Paolo Rossi giornalista e anchor-man del canale tematico bianconero. Con Paolo analizzeremo la “crisi infinita” della Juventus e le eventuali mosse da effettuare nel futuro per ritornare a vincere.
1 – Si continua a parlare di una Juventus in crisi. Per me invece, la Juve è una squadra che prende sei gol dal Napoli tra andata e ritorno; una squadra che permette a formazioni già retrocesse (Siena) o a squadre che lottano per la salvezza (vedi Udinese) di giocare “calciospettacolo”, insomma una squadra da sesto/settimo posto…
La tua è un’osservazione fondata. Non esiste un valore assoluto delle squadre e quello presunto vale giusto il tempo dell’estate. Se oggi siamo settimi, significa che valiamo questo. Il che non significa che sia un verdetto inappellabile. Pensa alla Roma l’anno scorso e come senza praticamente fare il mercato ha trovato le risorse interne per mutare completamente la sua situazione.
2 – L’allenatore è stato cambiato, il quadro dirigenziale è stato modificato con l’arrivo di Bettega eppure la Juventus non è mai uscita dal tunnel: i maggiori indiziati sono coloro che scendono in campo, i giocatori, quest’ultimi scelti dalla dirigenza. Cosa ne pensi dei tifosi che vedono in Blanc e Secco i principali responsabili?
La caccia al colpevole è legittima anche se non mi piace ed è giusto che si individui nei massimi rappresentanti della società la massima responsabilità. Però quando le cose non vanno come si sperava bisogna avere la consapevolezza che tutti sono chiamati in causa. Io mi ci metto per primo e non mi chiamo fuori: da comunicatore Juve, ho creduto fortemente in questa squadra. E ho sbagliato, evidentemente.
3 – Diego e Felipe Melo non hanno certo prodotto quello che tutti si aspettavano, ma anche i campioni affermati come Del Piero o Camoranesi (infortuni permettendo) non sono riusciti a dare il massimo, quindi sicuramente ci sarà una sorta di blocco psicologico. Se è davvero così e quindi i giocatori sono i “nemici” di loro stessi, come uscire da questa situazione?
Domanda difficilissima. In tempi brevi solo ritrovando leader in grado di “vincere” le partite, non confido molto in capacità di squadra. In tempi lunghi operando una vera e propria rifondazione.
4 – La Roma dell’ex mister bianconero è al secondo posto pronta a giocarsi lo scudetto fino alla fine eppure, sulla carta, la Juventus ha una rosa migliore. Viene quindi naturale domandarsi se con Ranieri (silurato troppo presto a mio avviso la scorsa stagione) quest’anno le cose sarebbero andate in maniera diversa. Il tecnico romano è un allenatore che può fare la differenza? Avrebbe davvero potuto fare centro laddove Ferrara e Zaccheroni hanno fallito?
Ranieri è bravissimo ad arrivare a un certo punto. Anch’io considero un errore averlo esonerato anzitempo. C’è stata troppa fretta in tutto l’ambiente e una lettura errata di quel che era successo. Ma non credo che i tanti e troppi punti che ci separano oggi dal vertice li avrebbe colmati lui. Un’ultima cosa: non sono d’accordo che la rosa Juve sia migliore di quella della Roma. Se prendi gli ultimi anni, ti rendi conto che a eccezione del crollo dello scorso campionato, i giallorossi sono stati sempre competitivi. Noi no.
5 – Possiamo dire che ormai il campionato è finito e nelle peggiori delle ipotesi la Juventus si ritroverebbe fuori dalla Champions e fuori dall’Europa League, il chè non aiuterebbe a costruire una squadra per la prossima stagione. Che futuro vedi per la nostra Juventus?
Dipende da come finiremo quest’anno e dalla rifondazione. Spero in una linea decisamente giovane, in scelte nette, in una totale mancanza d’illusioni da parte di tutti. L’errore più grande sarebbe leggere il tutto come un incidente di percorso. I numeri ci dicono che il gap con le altre è enorme, come ci dicevano l’anno scorso che dall’Inter ci dividevano 10 punti. Aver visto “solo” il secondo posto e non quella differenza è alla base di molti errori d’impostazione di questa stagione.
6 – Luciano Moggi ha dichiarato che nel 2011 a fine squalifica è pronto a tornare alla Juventus a patto che si cambi la dirigenza con Andrea Agnelli come nuovo Presidente. Tu da tifoso come prenderesti il ritorno di Moggi?
Non credo a questa ipotesi ma nel calcio tutto è possibile (anche ci sia una nuova Calciopoli con altri protagonisti ritenuti campioni d’onestà…). E ti rispondo in maniera chiara: sfortunati quei tifosi costretti a tifare per i dirigenti. Da juventino, ho sempre amato la maglia e chi la indossava, lo stile della società, l’essere “altra” dal resto del calcio. Oggi noi ci dividiamo in Moggiani e non, è una disputa che non mi appassiona, anche se mi crea “scomuniche” di una parte del tifo, per il quale si è veri juventini solo se si è Moggiani. Tifo Juve con chiunque, punto e basta, sarà sempre così. Non mi piaceva il suo stile comunicativo (diversa è la persona, simpatica, curiosa e affabile per quel che ho conosciuto direttamente). Ma la competenza di Moggi è un dato incontrovertibile, è stato il più grande dirigente della storia del calcio italiano. Proprio per questo ho patito l’idea che per sostenere quel sapere si dovessero fare opere di pressione sui designatori arbitrali. Se tornerà lo giudicherò esclusivamente per quello che farà, sapendo – lo ripeto – che il suo curriculum parla chiaramente: ho patito certe cessioni (vedi Zidane) e alla fine ha sempre avuto ragione lui.
di Mirko Sanfilippo