La partita di sabato ha lasciato un segno nella Roma giallorossa , la squadra c’è ed è matura per puntare allo scudetto. Chi scrive ha vissuto il calore della città, prima e dopo la gara e ne è rimasto impressionato. Ogni macchina che passava aveva qualcosa di giallorosso, una sciarpa, un cappello, una bandiera o addirittura si guidava con la maglietta di Totti . Il rosso del semaforo dava la possibilità di sentire la foga del tifoso che scaricava tutto dando gas con il motore . Un continuo, fino alle ore 18 quando la città sembra addormentarsi in un sonno che durerà almeno 90 minuti.
Chi vi scrive ha vissuto la partita in un bar di Piazza Risorgimento dove la consumazione minima era di 6 euro . Una spesa irrisoria , avessi trovato il biglietto sarei andato anche sopra i 100 . Tant’è , mi siedo e già dai primi minuti noto una Roma “avvelenata” , prima su ogni pallone e pericolosa in avanti con Vucinic e Toni. Il gol di De Rossi, capitan futuro , fà esplodere tutti e la solita rabbia del ragazzo di Ostia non può che trascinare ulteriormente. I primi 40 minuti sono a ritmi elevatissimi e la paura più grande è vedere la squadra scoppiare. L’Inter sembra alle corde ma negli ultimi 5 minuti del primo tempo ritrova coraggio con un paio d’azioni pericolose, la più insidiosa vede la traversa tremare per il colpo di testa dell’ex Samuel. Finisce così il primo tempo e molti ragazzi ordinano birre a volontà, l’ultima azione ha lasciato il segno in tanti .
Chi vi scrive rimane con la sua coca cola seduto ad ascoltare i commenti dei tifosi più accaniti, c’è da divertirsi. Argomentazioni tecnico tattiche di ogni genere occupano alla perfezione i 15 minuti di pausa. Riparte il secondo tempo è l’Inter sembra rigenerata, Mou si sarà fatto sicuramente sentire. La Roma ribatte ma sembra un pò in debito . Nel bar i tifosi iniziano a guardare in maniera assidua l’orologio, ” daje che manca poco” sembrano voler dire. La squadra di capitan Zanetti è tremendamente pericolosa fino al gol di Milito, il pari arriva al termine di un’azione lunghissima. Il silenzio cala nella città, mi sembra di avvertirlo in ogni angolo e via della capitale . Altre birre vengono ordinate , sembra per attutire il colpo. In tanti sono convinti sia finita, mancano venti minuti e l’Inter sembra una corazzata invincibile.
Chi vi scrive beve l’ultimo sorso di coca e si sistema più comodo per gustare al meglio l’ultima parte . L’Inter continua a macinare gioco ma la Roma non sembra aver risentito più di tanto del gol subito. Si alza Totti per il riscaldamento e nel bar parte un grande applauso, il sogno di tutti è vederlo risolvere questo match con un colpo dei suoi . Forse anche allo stadio si avverte questa sensazione e probabilmente il rumorio dei tifosi dà più fiducia alla squadra. Si trema per un gol sbagliato da Milito, sempre lui , che viene anticipato da Julio Sergio al momento del tiro . Grande Julio . L’azione prosegue e sul ribaltamento Lucio prolunga in alto un cross dalla sinistra di Riise, la palla arriva a Taddei che da buon brasiliano prova il tiro al volo. Un gol da quella posizione , al volo , sarebbe sicuramente il più bello della stagione. Ahimè…il tiro finisce sul 46 di Luca Toni che con una torsione scarica la palla nell’angolino, la mano inizia a frullare vicino l’orecchio e lo stadio sembra esplodere . All’interno del bar si esulta come i matti e due turisti francesi di mezza età che mangiano un panino sono allibiti . La corsa di Toni sotto la sud è davvero emozionante , ancor di più vedere tutta la panchina esultare con lui, questa è la vera forza della squadra : la compattezza del gruppo. Adesso bisogna tenere ma manca poco e questo regala fiducia, terzo o addirittura quarto giro di birre giusto per non perdere il sapore. Entra Totti e al momento del cambio capisco che qui è vissuto come un simbolo, un idolo assoluto. Gioca bene un paio di palloni per Toni, il quale prende solo calci da Chivu e Samuel. La partita scorre e i 5 minuti di recupero sembrano un attentato terroristico al cuore dei tifosi . Passa il primo, passano il secondo e il terzo, arrivati al 4 minuto di recupero la partita sembra delineata , nel bar ormai siamo “distesi” sulle sedie. Manca pochissimo al fischio finale, c’è un cross di Chivu in area, Lucio spizza per Milito solo davanti al portiere. In quel momento cala il gelo,ci si rialza dalla posizione rilassata di prima e si stringe la gamba del vicino. Sono i 2 secondi più lunghi di tutto il pomeriggio, l’argentino calcia e clamorosamente prende il palo. Non mollo la gamba del vicino quasi fossi paralizzato ma è andata e Morganti( ottimo ) fischia la fine della gara. Siamo tutti ancora un pò frastornati ma non smettiamo di esultare, nel bar il gestore mette il classico pezzo di Venditti, l’inno della squadra . Dopo averlo cantato fino alla fine esco , sono cambiato dal mio ingresso e penso di non essere l’unico. Dentro di me, come tanti, penso che la Roma abbia le carte in regola per vincere lo scudetto.
La cena con amici a Trastevere regala sensazioni uniche, le vie della città sono in festa e trovo numerosi tifosi che indossano qualcosa di giallorosso . L’adrenalina scorre nelle loro vene in questo momento e anch’io voglio vivermi la città al massimo , non ancora al Circo Massimo. Per quello c’è tempo, mancano ancora un sacco di punti e l’Inter è comunque avanti di un punto. La Roma ha regalato emozioni a tutti, De Rossi, Toni, Totti e Ranieri che si stà rivelando profeta in patria .L’Inter ha dimostrato una forza incredibile messa in discussione da qualche scelta tattica sconfusionata, Mourinho anche questa volta non ha voluto parlare con la stampa. Due grandi squadre ,quindi, per un solo vincitore. Una cosa è certa, la Roma adesso non può più nascondersi….dopo ieri sera non può più farlo, ve lo dice chi scrive e una città intera affamata di successi.
-Mario D’Aleo-