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Emozioni, bel gioco e tanti, tanti, tanti legni…

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Finisce zero a zero il big match della quinta di ritorno tra Napoli e Inter. Un pareggio tutto sommato giusto, maturato dopo una gara emozionante e piena di occasioni.

Per il Napoli è la 43esima partita consecutiva giocata in casa, di sera, senza sconfitte (33 vittorie e 10 pareggi). Per l’Inter è un buon pareggio che la mantiene a distanza di sicurezza dalle inseguitrici.

Partita emozionante dicevamo. Il Napoli, spinto da 60 mila voci che hanno cantato per tutta la gara, è partito alla grande, mettendo sotto l’Inter sul piano del ritmo e dell’aggressività.

Per i primi 25′, infatti, in campo c’è solo il Napoli, che sfiora il gol ripetutamente: al 10′ Hamsik coglie una clamorosa traversa con un destro a giro da furoi area mentre Denis si addormenta sulla ribattuta; al 12′ è Quagliarella ad andare vicino al gol ma il suo destro termina fuori di poco; al 18′ Hamsik imbecca alla grande Denis che, in tuffo, di testa, impegna severamente Julio Cesar che risponde da campione.

L’ Inter proprio non si vede. Sneijder sbaglia tutto il possibile, isolando le punte dal resto della squadra; il centrocampo neroazzurro è sovrastato dalla mobilità di Gargano e  Zuniga e dalla disciplina tattica di Aronica e Pazienza; la difesa va spesso in difficoltà sugli inserimenti di Hamsik, la vivacità di Quagliarella e la forza fisica di Denis.

Al 29′, quasi all’improvviso, l’Inter ha la sua grande chance ma il sinistro di Muntari da fuori area si stampa clamorosamente sulla traversa. Il San Paolo tira un sospiro di sollievo e il primo tempo fila liscio senza grossi copi di scena se non per un paio di contropiedi falliti per poco dal Napoli.

Nel secondo tempo, come era lecito attendersi, entra in campo un’altra Inter che mette sotto il Napoli per 20 minuti buoni: Sneider, Pandev (clamorosa occasione fallita a tu per tu con De Sanctis) e Milito vanno vicinissimi al vantaggio mentre il Napoli arretra pericolosamente il baricentro.

Sembra che la corazzata di Mourinho possa colpire da un momento all’altro ma al 65′ è ancora il palo a dire no al Napoli: Quagliarella, su sponda di Denis, tira al volo di destro centrando un palo clamoroso; sulla ribattuta Denis, ancora, sbaglia tutto, spedendo il pallone in curva. Per il Napoli è il sesto palo preso nel girone di ritorno (2 contro il Genoa, 2 contro l’Udinese e 2 stasera)…

Dopo un minuto è ancora Denis ad avere la palla buona ma viene contrastato da Samuel e a tu per tu con Julio Cesar non riesce a trovare la zampata vincente.

La spinta del Napoli si esaurisce qui con  l’Inter che  fa possesso palla senza mai rendersi pericolosa. L’ultima occasione è per Hamsik, che con un sinistro al volo mette fuori di poco.

Finisce tra gli applausi del San Paolo per i propri beniamini, protagonisti di una grande gara contro i campioni d’Italia in carica. Il Napoli riaggancia il quarto posto, in comproprietà con la Samp (4 vittorie consecutive), anche se i punti nel girono di ritorno sono un pò pochi (solo 6 in 5 partite) nonostante un livello di gioco sicuramente soddisfacente.

Un’ultima riflessione da fare riguarda l’arbitraggio. Riflessione doverosa dopo le polemiche della settimana appena trascorsa. A fischiare al San Paolo c’era Rosetti, che rappresenterà l’Italia degli arbitri ai Mondiali. Ebbene, Rosetti ha arbitrato male. Come era lecito attendersi. Rigore negato all’ Inter (forse anche due…), Cambiasso graziato benchè andasse ammonito almeno tre volte, Sneijder salvato da un’ espulsione sacrosanta dopo un’entrata killer su Gargano.

Su Rosetti c’erano gli occhi di tutti: di  un pubblico che ha cominciato a gridare al complotto e di una società che in settimana aveva alzato la voce; dall’altra parte c’erano gli occhi dell’Inter che, anch’ essa, ha messo in giro strane voci circa un ipotetico complotto ai suoi danni. L’arbitro non era tranquillo e ha sbagliato. E ciò continuerà a succedere fino a quando arbitri modesti gireranno per i campi, alimentando le perplessità ed i sospetti oggi di questa, domani di quell’altra società.


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