Prima il posticipo, poi la tempesta. È stato un lunedì nero in casa Gallipoli, con possibili ripercussioni sul resto della stagione. Prima i fatti: Giuseppe Giannini non è più l’allenatore dei giallorossi, dopo le dimissioni rassegnate nell’immediato dopo-partita contro il Grosseto in segno di protesta verso la società, rea di non rispettare le promesse relative al pagamento degli stipendi arretrati di ottobre entro il 31 gennaio. In realtà Giannini aveva già annunciato le dimissioni in mattinata al figlio del presidente D’Odorico il quale, durante il secondo tempo del posticipo, ha addirittura cercato il contatto fisico con l’allenatore, espulso per proteste all’intervallo e costretto ad assistere alla ripresa in tribuna.
Il Principe non le ha mandate a dire al presidente D’Odorico a fine partita, quando i commenti sul pareggio contro i maremmani sono passati in secondo piano rispetto alla crisi tecnica che si è aperta. “Lo faccio per rispetto dei miei giocatori, alcuni devono ancora ricevere la mensilità di ottobre: non si fa così, mi dispiace perchè i miei ragazzi hanno grande cuore e sono grandi professionisti, ma la mia decisione è irrevocabile” ha detto Giannini.
Non s’è fatta attendere la risposta di D’Odorico, che con il tecnico non ha mai avuto grande feeling: “Giannini è un presuntoso. Non ha accettato di confrontarsi con la società, prima della partita si era lasciato andare a dichiarazioni deprecabili che, come altre volte in passato, ho provato ad ignorare ma a fine partita le ha reiterate. Il problema non può sicuramente essere legato a qualche stipendio arretrato”.
Si annunciano mesi difficili per i pugliesi: il favorito per la successione è Maurizio Sarri, ma i problemi societari durano ormai da mesi e ci sono da conquistare ancora una ventina di punti per la salvezza. Due intanto sono sfumati contro il Grosseto nel posticipo iniziato con la strana protesta dei giallorossi che hanno battuto il calcio d’inizio regalando palla al Grosseto con i maremmani che si sono passati il pallone per 40″ mentre i giocatori del Gallipoli sono restati immobili con le spalle rivolte alla tribuna per protesta.
In vantaggio per 2-0 i salentini sono stati rimontati dalla squadra di Gustinetti, complice anche l’inferiorità numerica causata dall’espulsione di Franchini allo scadere del primo tempo per aver fermato fallosamente Pinilla davanti alla porta di Koprivec.
L’attaccante cileno ha poi trasformato il rigore del 2-1 che ha riaperto l’incontro: fino a quel momento in campo s’era visto quasi solo il Gallipoli, passato in vantaggio al 10′ con il neo-acquisto Volpato servito da Mancini e portatosi sul 2-0 con una punizione del capitano Scaglia al 26′. Il Grosseto è parso intimorito e sorpreso e si è fatto vedere solo dopo la mezz’ora con Mora che ha colpito la traversa da fuori area. Poi il rigore di Pinilla e la superiorità numerica che ha spalancato le porte verso il pareggio, firmato dall’ultimo arrivato Mauro Esposito al 53′. Poi fino al termine gli ospiti hanno provato a vincere (Gustinetti ha mandato in campo l’intero potenziale offensivo che aveva in panchina) ma senza creare grandi occasioni. Allo scadere seconda espulsione per il Gallipoli: rosso per Grandoni.
Quella di Giannini sarà la tredicesima panchina a cambiare in serie B: temporalmente, ne erano saltate prima altre due. A Reggio Calabria il nuovo tecnico è Roberto Breda, che lascia la Primavera impegnata al Viareggio per prendere il posto di Ivo Iaconi e cercare la salvezza, mentre a Padova, esonerato Sabatini, dopo il rifiuto a sorpresa di Arrigoni (un dispetto verso il Bologna che non lo ha liberato per la panchina della Lazio?) la scelta è caduta su Nello Di Costanzo che ha vinto il ballottaggio con Giancarlo Camolese.
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