Le statistiche a fine gara dicono questo: 18 tiri a 4 per il Napoli, 57% di possesso palla per gli azzurri, due legni (auto-palo di Dainelli e clamorosa traversa di Cannavaro) e una incredibile serie di occasioni per i Partenopei.
FORMAZIONI – Nel Napoli torna Quagliarella in attacco e ad affiancarlo ci sono Denis e Hamsik; a centrocampo c’è Cigarini al posto dello squalificato Pazienza; in difesa rientra Campagnaro. Nel Genoa Gasperini schiera esterno destro di centrocampo Sokratis, con il chiaro intento di coprirsi; in attacco, ai lati di Suazo, agiscono Mesto e Palacio; in difesa è recuperato Amelia tra i pali.
CRONACA – Abbiamo parlato di statistiche fin troppo chiare e l’andamento della partita dà piena conferma ai numeri già citati. Nel complesso si sono giocati 96′, compresi i recuperi, e possiamo tranquillamente dire che il Genoa non ha mai tenuto in mano il pallino del gioco nè si è mai resa pericolosa in contropiede. Solo per 5-10′ nelle fasi centrali delle due frazioni ha allentato la pressione del Napoli, anche se ciò, probabilmente, era dovuto più ad un lieve calo del Napoli che ad un’effettiva supremazia del Genoa.
Le occasioni per la squadra del Napoli si sono sprecate. Ad infiammare i quasi 60 mila del San Paolo ( tra i quali figuravano anche alcuni esemplari di scimmie che, per tutto il match, hanno dato fastidio ai giocatori avversari con i soliti laser… Alla faccia del gemellaggio!) ci ha pensato subito… Dainelli che, su cross di Maggio, stava per battere il proprio portiere; a salvare Amelia e il Genoa, il palo, che ha deviato fuori la scivolata suicida del centrale di Gasperini.
Il Genoa ha provato a rispondere subito con qualche contropiede ma ieri Cannavaro era di un altro pianeta e i pericoli per il Napoli sono arrivati solo su palla inattiva: punizione di Criscito ben respinta da De Sanctis e mischia in area di rigore (liscio di Grava, autore, anche ieri, di una prestazione maiuscola). Troppo poco.
E infatti il Napoli non si è spaventato e ha continuato a martellare la retroguardia genoana, creando sempre pericoli. Nel primo tempo, oltre al quasi autogol, la squadra di Mazzarri ha colpito anche un altro legno, con Cannavaro: il capitano del Napoli, dopo aver riconquistato palla a centrocampo e dopo aver triangolato con Denis, ha fatto partire una conclusione di esterno destro terrificante che ha centrato la traversa. Napoli ancora vicino al gol, Genoa ancora salvo senza capire come.
Dopo un’altra occasione per Denis (buono il movimento, orribile il destro…) il Napoli ha tirato un pò il fiato, lasciando l’iniziativa al Genoa che, tuttavia, non ne ha approfittato creando zero pericoli. E il primo tempo è andato in archivio sullo 0-0, con due legni colpiti dagli azzurri.
Nel secondo tempo, se possibile, il Napoli ha alzato ulteriormente il ritmo, schiacciando il Genoa nella sua metà campo. Nonostante il campo reso pesantissimo da scrosci di pioggia tropicale, la banda Mazzarri ci ha provato per tutto il secondo tempo, in ogni modo: manvore avvolgenti ( dopo 5′ Hamsik ha liberato Densi in area di rigore splendidamente ma il centravanti, tutto solo, ha sparato su Amelia in uscita. Errore imperdonabile…), tiri da fuori ( Hamsik, Cigarini, Gargano, Quagliarella ci hanno provato a turno ma nessuno ha trovato il Jolly), tiri di testa ( ad una manciata di minuti dalla fine, Quagliarella ha trovato il tempo giusto ma il suo colpo di testa è finito poco lontanto dall’ incrocio)… Tutto inutile. Per imprecisione, per sfortuna, la gara si è conclusa sullo 0-0.
Il Napoli si può comunque consolare con una grande prestazione, l’imbattibilià interna serale mantenuta (41 match consecutivi, 33 vittorie e 8 pareggi), l’imbattibilità della propria porta conservata e l’imbattibilità di Mazzarri in campionato che continua (15 gare consecutive).
Il Napoli conserva anche il quarto posto ed un discreto vantaggio sulle dirette rivali per l’ Europa League. Gli scontri diretti intanto continuano: dopo la trasferta di Udine arriva l’Inter campione d’Italia… Gli esami continuano ma, per il momento, il Napoli è promosso a pieni voti.
Nonostante la sfortuna…