Dopo l’impresa di Torino, quando il Napoli sconfisse la Juventus in trasferta dopo 21 anni, eccone un’altra, magari meno incredibile, ma comunque significativa.
Questa striscia vincente non è certo casuale. Più volte abbiamo sottolineato come la cura Mazzarri abbia dato quel qualcosa in più soprattutto da un punto di vista caratteriale, rigenerando un insieme di giocatori molli e svogliati. Adesso esiste un gruppo, che lavora insieme, che segue l’allenatore e che viaggia nella stessa direzione. E il math di ieri ha confermato tutte queste indicazioni.
Va detto che l’Atalanta di ieri era pochissima cosa, incapace di cambiare il ritmo alla partita, se non nei primi dieci minuti della ripresa e condizionata da un clima di contestazione che non ha aiutato i giocatori, già abbastanza confusi per conto loro.
Il Napoli ha approfittato cinicamente della situazione, gestendo il vantaggio arrivato quasi subito – Quagliarella ma che gol hai fatto?!? – senza troppi patemi. La squadra azzurra, infatti, non ha commesso gli errori di Cagliari nè ha sofferto come contro il Chievo, ma si è limitata a controllare gli sterili attacchi orobici, creando anche qualche occasione importante: Aronica, Qaugliarella ed Hamsik nel primo tempo, ancora Quagliarella nella ripresa (clamoroso errore del centravanti, solo davanti a Coppola).
Proprio ad inizio ripresa l’Atalanta dava l’impressione di aver ingranato una marcia superiore e il Napoli sembrava poter andare in una qualche difficoltà. Niente di più illusorio. Al minuto 58′ è arrivato il raddoppio di Pazienza (gara soddisfacente la sua), con un colpo di testa su angolo di Hamsik.
La gara è finita lì. L’Atalanta non è il Cagliari e si è visto. Nessuna reazione, nessuna clamorosa occasione, nessun impeto d’orgoglio per i Bergamaschi, che si sono trascinati fino al termine della gara senza mai dare l’impressione di sapere bene che fare.
E così, i momenti più emozionanti sono stati il gol clamorosamente bello di Quagliarella, un destro dai 25 metri che è andato a maltrattare ‘l’incrocio dei pali prima di accomodarsi in rete, il raddoppio di Pazienza e la prima sostituzione stagionale di Hamsik, al minuto 62′.
Sostituzione comprensibile perchè domenica si gioca di nuovo. Al San Paolo arriva una Sampdoria che, contro il Palermo, ha dato segnali di ripresa e che può contare sulla coppia gol Cassano-Pazzini. Il Napoli, dal canto suo, risponde dall’ alto del suo quarto posto, da una striscia di imbattibilità di 11 turni e da una difesa che nelle ultime due partite non ha preso un gol.
Gli ingredienti per un grande incontro ci sono tutti. La cornice sarà un San Paolo presumibilmente gremito, che cercherà di spingere la squadra ancora più in alto.
Ultima curiosità: se il Napoli dovesse vincere domenica, eguaglierebbe il risultato della scorsa stagione. Anche l’anno scorso, infatti, gli azzurri conclusero il girone d’andata al quarto posto con 33 punti in classifica. Poi ci fu il crollo…