TORINO, 24 dicembre – Ha le sue idee, sono chiarissime e soprattutto salde. Forse è proprio per questo che nelle ultime quarantotto ore una firma che pareva scontata, viste le intenzioni delle parti, ha avuto bisogno di colloqui lunghi e approfonditi.
Roberto Bettega ha intenzione di lasciare il segno in questa sua terza vita da dirigente. Ha un piano, costruito su molti punti, per evitare situazioni come quella attuale, ma ha anche e soprattutto un piano per contribuire in modo concreto alla fine della crisi che sta tormentando la Juventus e il suo immenso popolo.
Adesso tocca a lui, perché anche nel comunicato ufficiale è chiarissimo il suo ruolo e il suo (grande) potere: «Responsabilità su tutta l’area sportiva, con operatività immediata». E l’immediatezza dell’operatività è legata, ovviamente, alla situazione dell’allenatore. Bettega si è confrontato con l’idea di Blancche non vorrebbe esonerare Ferrara subito, ma dargli la possibilità di risollevarsi contro il Parma e il Milan alla ripresa del campionato. Il vice-dg Non è del tutto contrario, ma vuole andare a fondo del problema e valutare attentamente i pro e i contro di una decisione del genere. Tradotto: a questo punto non è da escludere l’esonero di Ferrara prima del 6 gennaio, anche se il problema sarebbe trovare un sostituto all’altezza in tempi brevissimi. Ad ogni modo Bettega parlerà con Ferrara, di cui è già stato il vicepresidente quando Ciro faceva il difensore: i due si confronteranno apertamente e cercheranno una via d’uscita. Poi Bettega riparlerà con Blanc e con la proprietà (John&Andrea) per prendere la decisione. Il tutto in tempi strettissimi.
Poi sarà il momento di decidere il mercato. Ovvero: intervenire o non intervenire a gennaio per rinforzare la squadra? La risposta è in buona parte legata alla decisione sul tecnico, perché un nuovo allenatore potrebbe avere dei desideri e obbligare la società a cambiare qualcosa nella rosa, ma anche la permanenza di Ferrara potrebbe riportare la Juventus sul mercato. Magari per un uomo di fascia o un regista. Piccolo investimento, quest’ultimo, che servirebbe a salvarne uno più ingente: ovvero quei 25 milioni spesi per Felipe Melo, che necessita di un uomo d’ordine al suo fianco. Ma Roberto Bettega è anche perfettamente consapevole che un fattore importante dell’imminente campagna acquisti invernale è quello legato alle cessioni. Sfoltire la rosa non solo può rabboccare la cassaforte, ma anche potare alcuni problemi di gestione al tecnico.
E poi, quando la tempesta passerà, sarà il momento di programmare il futuro della Juventus, ovvero la prossima stagione che nascerà da febbraio in poi mentre qualcosa potrebbe cambiare anche in società. L’ingresso di Bettega è solo il primo passo su una lunga strada, anche se la delega così forte sull’area sportiva riduce sensibilmente le possibilità di un altro ingresso, a meno che non arrivi un uomo con specifiche competenze sul mercato (uno specialista bravo, ma con un profilo più basso rispetto ai Marottao ai Baldini), se alla fine della rivoluzione dovesse farne le spese in modo definitivo Alessio Secco, con cui Bettega ha comunque detto di voler collaborare. Questa però è un’altra storia e la scriveremo più in là.
Fonte www.tuttosport.com
Federico Mecca
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