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Juventus: Errare è umano, perseverare è diabolico

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Ciro Ferrara pensieroso sui problemi della sua Juventus (Pegaso)Nel Calcio come nella vita errare è umano, ma perseverare è diabolico. Questo antico detto latino rispecchia perfettamente la situazione in casa Juventus.


La squadra in campo è sfaldata sia fisicamente sia mentalmente, gran parte delle colpe, però, non sono del tecnico Ciro Ferrara, visto che alla prima esperienza su una panchina importante non è stato aiutato a dovere dalla società, vedesi il caso Leonardo, come allenatore meno bravo tecnicamente di Ciro, ma con Galliani e Braida alle spalle ad aiutarlo a tenere compatto il gruppo.
E’ risaputo che alla Juventus manca un uomo in grado di stare vicino alla squadra e allo stesso tempo capace fare mercato.  In questo momento la società si ritrova con un debuttante nel ruolo di direttore sportivo, Alessio Secco, che ha preso Diego e Felipe Melo, ma i giocatori di nome sono capaci tutti a comprarli avendo a disposizione 50 milioni di Euro, ma quando si è trattato di comprare i comprimari per aggiungere qualcosa in più al gruppo non è stato capace di acquistarli, vedi Poulsen e Tiago, inoltre non ha il carisma per imporsi nello spogliatoio stando vicino alla squadra, così, tocca al presidente Blanc ad occuparsi sia della direzione della società sia dell’aspetto tecnico con la logica conseguenza di non far bene né l’uno né l’altro.
Errare è umano e dal 2006 la società bianconera di errori ne ha fatti molti, ma dopo la sconfitta di Catania c’era la possibilità di dare una svolta alla stagione e al futuro, invece, orgogliosamente il Cda della Juventusa ha preferito andare avanti sulla propria strada non ammettendo gli sbagli compiuti e perseverando nelle proprie scelte con la speranza che Lippi torni nel ruolo di direttore tecnico, visto i consigli di mercato (Fabio Cannavaro, Grosso e Ciro Ferrara) che ha dato l’attuale commissario tecnico azzurro, come da sua stessa ammissione, è auspicabile non torni.
Prima scelta azzardata, Ciro Ferrara, costretto a dirigere una squadra che non lo ascolta più, è stato confermato fino alla sfida di Parma, quando invece l’allenatore andava cambiato ora  con un tecnico in grado di dare un volto alla squdra con scelte precise e peso internazionale, su tutti Guus Hiddink, in modo da sfruttare la pausa natalizia per impostare il nuovo lavoro.
Seconda scelta l’inserimento in società di Roberto Bettega, che per esperienza e competenza non è secondo nessuno, per fare da tramite tra squadra e società, compito mai svolto da “Bobby Gol”. Non serve Bettega in quel ruolo, bastava mandare via o cambiare ruolo a Secco, che ha già ampiamente dimostrato la sua incompetenza, e contattare un direttore sportivo di risaputa bravura, che sappia sia fare mercato sia gestire i rapporti con il gruppo e l’allenatore, come Franco Baldini o Beppe Marotta, ma anche Leonardi, Corvino e Marino solo per citarne alcuni, che in caso di chiamata da parte della Juventus sarebbero venuti di corsa.
La Juventus ha perso la grande occasione di dare una svolta positiva al futuro; probabilmente ci sarà ancora qualche vittoria illusoria, ma in caso di nuova caduta e a quel punto le teste a saltare potrebbero essere molte.
Federico Mecca


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