
Claudio Ranieri
Bomba carta durante la notte scorsa a Trigoria. Giocatori svegliati e forze dell’ordine allaramate. Ranieri la pensa così: “C’è un po’ di esasperazione, evidentemente c’è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l’amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi che non capiscono e iniziano a fischiare. Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”. Su Vucinic e Doni: “Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino. Doni sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”. Altri commenti sui singoli: “Menez ora si è ripreso ed è pronto. Cerci può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Baptista potrebbe giocare, ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.
Sulle reazioni di Blanc, il quale ha detto che non deve parlare della Juve: “Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”. Analizza il momento della squadra. “Quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe, ma non mi sono mai arreso. Io non sono così. Io non mi arrendo. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino, niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo. Gli viene chiesto con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso: “Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi, ma una volta andai a giocare l’ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l’impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano, ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi. Non dico che ci devono applaudire, ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così”.