
Doveva essere la partita dell’anno, si è trasformata in un allenamento. Torino-Reggina ha confermato quanto si temeva alla vigilia, ovvero che la possibilità di assistere ad un match equilibrato tra le due squadre tecnicamente più dotate del campionato era destinato a rimanere un sogno estivo. Troppo tenera e rassegnata la Reggina per un Toro ordinato e paziente che è tornato al successo in casa dopo oltre un mese regalandosi almeno una notte al secondo posto un punto dietro il Frosinone.
Il 2-0 finale fotografa al meglio un incontro che non è di fatto mai stato in discussione: a nulla è valsa la tattica di Novellino di chiudersi in difesa per strappare un punticino che poco avrebbe dato alla classifica ma molto al morale di un gruppo che però è sembrato sfiduciato fin dall’inizio, come rassegnato alla quinta sconfitta stagionale su dieci partite disputate. Difficile dire se la squadra non segue più il suo tecnico ma di sicuro c’è che questa Reggina può fare molto di più ma prima deve cambiare nella testa e nelle motivazioni. Il recupero di martedì a Lecce sarà la prova d’appello per Novellino, ma le premesse non sono affatto confortanti.
Per il Torino invece arriva la seconda vittoria consecutiva che conferma come il momento negativo sembri alle spalle sebbene la mossa di schierare Belingheri come trequartista, che bilancia la squadra ma ne impoverisce il potenziale tecnico ed offensivo, sia da rivedere contro avversari più determinati. E pensare che la prima occasione era stata della Reggina che con Brienza costringeva Sereni ad una difficile deviazione in angolo dopo un minuto ma per il resto il primo tempo vive di uno schacciante dominio del Toro nel possesso palla seppur senza vere occasioni perchè i granata sono troppo lenti e faticano ad entrare nel muro avversario.
La partita si sblocca allo scadere quando lo stesso Belingheri batte Cassano con un destro rasoterra dal limite dell’area approfittando di una corta respinta della difesa calabrese. Nella ripresa la reazione degli ospiti non c’è così il Toro, dopo aver sfiorato il raddoppio in apertura con Loviso il cui tiro dal limite è deviato in angolo da Cassano, chiude i conti a metà tempo e lo fa nel migliore dei modi: su un angolo di Loviso Bianchi si coordina in pochi metri e batte il portiere avversario con una stupenda rovesciata (nella foto l’esultanza del capocannoniere, salito a quota nove reti, festeggiato da Zoboli ed Ogbonna).
La Reggina non ha la forza di rientrare in partita e sfiora il gol della bandiera solo con Brienza allo scadere quando i tifosi calabresi avevano già abbandonato da tempo lo stadio. Ed il presidente Foti meditava sul futuro.