
La pausa per le nazionali ci concede un Ancelotti che torna a parlare dell’Italia, del suo vecchio amore rossonero e del tema che ha pesato non poco sul suo allontanamento da Milanello, l’impiego di Ronaldinho, ma una ricetta per il brasiliano il tecnico di Reggiolo ce l’ha: “Il problema è semplice: si deve allenare”.
E poi un suo commento sul momento difficile del Milan: “si è persa un po’ di motivazione con l’addio di Kakà”, evitando polemiche e non pronunciandosi sul suo trasferimento ai Blues di Londra.
Esaurito il tema Milan, Ancelotti è tornato sulle prime esperienze a Londra: “Differenze tra Italia e Inghilterra? La prima cosa che può fare l’Italia ècostruire gli stadi. I nostri sono vecchi e obsoleti. Difficolta’ di comunicazione? Il difficile è trasmettere le emozioni quando parli. Allora una volta mi è scappato un ‘ma andate affanculo’. Hanno capito tutti”.
In domani, però, parlerà ancora italiano: “Mi piacerebbe tornare alla Roma, sarebbe l’unica squadra italiana… Se mi piacerebbe allenare l’Italia dopo i mondiali? Sì, magari con Cassano. Io lo vorrei”.
Finalino con Oscar ai colleghi: “Benitez è quello che stimo di più. E Ferrara ha le stimmate del grande allenatore”