
Essere al posto giusto al momento giusto è una dote fondamentale per un centravanti: puoi giocare male, non entrare nel vivo della partita, ma se riesci a capire dove arriverà il pallone e sei in grado di farti trovare smarcato da un compagno, sei un vero rapace d’area. Trovarsi al posto giusto al momento giusto è però importante non solo sul rettangolo di gioco, ma anche nello scegliere la squadra giusta. Prendete Maurizio Nassi, che con il quinto gol in otto partite si è meritato la copertina della settimana: perchè avremmo anche potuto scegliere Pasquale Schiattarella, che si è tolto il lusso di segnare da centrocampo al (suo ex) Torino, ma la continuità che ha saputo garantire Nassi non è da tutti. Insieme a Tano Caridi ha saputo caricarsi sulle spalle il Mantova piccolo piccolo di quest’inizio stagione, così dire che i sei punti in classifica dei virgiliani sono quasi tutti merito suo non è un azzardo. Aggiungete a questo il fatto che è pure capace di segnare gol spettacolari, l’ultimo sabato scorso in casa contro il Grosseto quando Nassi, ricevuta palla dalla sinistra spalle alla porta, ha controllato col ginocchio destro prima di girarsi e spedire alle spalle di Acerbis una mezza girata imprendibile, sempre col destro. Si diceva l’importanza di essere al posto giusto al momento giusto: Nassi non l’ha colta nello scorso gennaio accettando le lusinghe del Brescia.
Era reduce da sei mesi straordinari ad Ancona dove, in coppia con Mastronunzio, aveva realizzato dieci reti in venti partite al primo vero campionato da titolare in serie B, a 31 anni compiuti (è nato a Taormina il 3 gennaio 1977). Uno potente, l’altro veloce e ficcante, formavano una coppia perfetta ma le esigenze di bilancio hanno costretto l’Ancona ad un sacriricio: così è stata accettata al volo l’offerta del Brescia che cercava una punta per sostituire Possanzini, fermato dall’affaire-doping. Peccato che le rondinelle cercassero più che altro un trequartista tanto che avevano di fatto già preso Ricchiuti ma l’affare saltò per il rifiuto dell’argentino di lasciare Rimini. Risultato: a Brescia Sonetti non vede Nassi che gioca spiccioli di partita e fuori ruolo vivendo sei mesi da separato in casa con sedici partite e zero gol. L’autobus buono che passa al momento sbagliato: sembra la fine della carriera importante ma il 31 agosto il Mantova chiama e Nassi si riscopre bomber. Lui che già un’altra volta in passato aveva visto passare via il tram della felicità: nel gennaio 2001 lo acquista la Reggina, rapita dalle nove reti che il nostro aveva segnato a Gela nella prima parte del campionato, lui che, cresciuto nel Napoli, era esploso nel ’98 segnando tredici reti in serie D con il Ragusa. Ma evidentemente un messinese a Reggio non può avere fortuna: dell’esperienza in riva allo Stretto rimarrà solo l’esordio in serie A, settanta minuti al posto dell’infortunato Dionigi contro l’Udinese il 1 aprile nella partita entrata nella storia per il gol di testa di Taibi, ed altri spiccioli contro la Lazio. Fine dei sogni e per la serie dolce risveglio si riparte dalla serie C1 con Fermana e Lanciano, poi un’altra amara esperienza a Padova prima dell’approdo felice ad Ancona dove segna diciotto gol in sessantotto presenze contribuendo alla promozione in B del 2007. Ora a Mantova sembra tornato re, ed ha già segnato sul calendario la data del 1° novembre, quando al “Martelli” arriverà il Brescia: basterà farsi trovare al posto giusto al momento giusto…