
Se vi siete già stancati, dovrete abituarvi: il sorpasso del Novara in vetta al girone A della Prima Divisione ai danni della Cremonese (diciassette punti contro sedici) ha tutta l’aria di essere solo il primo atto della lunga serie di schermaglie destinate a durare fino a maggio tra le due regine designate del campionato. Di certo, però, questa settimana nessuna delle due sfidanti ha rubato l’occhio: non la Cremonese, dominata a lungo a Lumezzane dove ha strappato uno 0-0 sofferto, nè il Novara, vincente sì sul campo della Pro Patria, dove la coppia Manari-Di Fusco per ora resiste, ma non brillante come in altre occasioni. Ma questi punti torneranno utilissimi in tempi di magra. Il tutto in un girone che sembra delineare le future regine: alle spalle della coppia di testa il Lumezzane conferma di poter durare ma spaventa l’avanzata del Perugia, alla quarta vittoria consecutiva. E domenica prossima scontri diretti incrociati tra le prime con il Novara che affronterà il Varese, quinto e travolgente contro la Paganese, e Cremonese-Perugia.
Nel girone B la situazione sembra ancora più chiara: il Portogruaro rimane solo in testa infilando la sesta vittoria su sette sul campo di un Rimini comunque in ripresa ma incapace di arginare l’urto dei veneti che se imparano anche a diventare cinici e concreti potranno davvero andare lontano. Cede lo scettro la Ternana, superata a Pescara ben oltre il 2-1 finale: per gli abruzzesi si è sbloccato Sansovini, la concorrenza è avvertita… Così al secondo posto a tre punti dalla capolista c’è il terzetto formato dalle stesse Ternana e Pescara e dal Verona, corsaro a Potenza ed ormai pronto al decollo definitivo dopo un inizio in sordina.
La sensazione è che almeno tre di queste possano anche fare il vuoto a breve e che dietro le uniche potenzialmente in grado di tenere il passo seppur a distanza siano la Reggiana ed il Taranto, la prima finalmente in grado di sprigionare tutta la classe del tridente Alessi-Rossi-Temelin, che in categoria ha pochi rivali, la seconda che sembra rigenerata dalla cura Brucato. Confusione a Foggia dove la coppia di allenatori Porta-Pecchia si dimette ma viene confermata dalla dirigenza comunque pronta a vendere.
In Seconda Divisione subito annullato il tentativo di allungare la classifica nel girone A dove tra le prime sei vince solo la capolista Alghero, ora a più tre sul Carpenedolo, mentre è senza fine la crisi della Pro Sesto, ultima ed ancora ferma a due punti. Nel B continua la marcia della Lucchese che centra la sesta vittoria su sette partite passando a Gubbio: l’unica speranza per la concorrenza sta nel dato che vede quella rossonera come la peggior difesa del campionato con dodici reti al passivo, anche se ben cinque di queste maturate nella sciagurata gara interna contro la Nocerina, che a sua volta da inseguitrice più accreditata passa al ruolo di vittima del Prato, capace di maltrattare i campani per 4-0: funziona dunque la cura Bellini, ex vice di Orrico subentrato alla vigilia della partenza del campionato dopo le dimissioni dell’ex allenatore dell’Inter, dovute all’incompatibilità con Max Vieri, ora trascinatore dei suoi. Alle spalle della Lucchese vince il San Marino di Evani che rimane a cinque punti. Nel girone C il Catanzaro non conosce ostacoli e supera anche la Juve Stabia per 3-2 nell’emozionante gara di cartello della giornata: con sei vittorie ed un pareggio i giallorossi hanno il miglior ruolino di marcia tra i professionisti ma i tre punti di penalizzazione li costringono ad inseguire ad una lunghezza il Gela, vincente sul campo del Vico Equense in un girone che sembra anche quest’anno il più competitivo dell’ex serie C2 con sei squadre di primo livello raccolte in quattro punti. Si sbloccano intanto Isola Liri e Noicattaro che ottengono il primo punto stagionale.