
La sua ultima vittima è stato il povero Gigi Del Neri, allenatore della Sampdoria, reo di aver regolarmente battuto sul campo la sua Inter alla sesta giornata di campionato. Stiamo naturalmente parlando di Josè Mourinho, protagonista di un’altra “pagliacciata” davanti a microfoni e telecamere. Non è la prima e, credo, non sarà nemmeno l’ultima.
Solo qualche giorno fa, dopo un commento sulla partita Inter-Barcellona di Champions, era stato duramente attaccato Alberto Zaccheroni. Nella scorsa stagione, oltre alle continue punzecchiature con Ancelotti, come non ricordare la vicenda Lo Monaco (dg del Catania) che lo avrebbe voluto prendere addirittura a bastonate tra i denti. Insomma, Mou si scaglia contro chiunque fa una critica alla sua squadra, come fanno i bambini che non sanno perdere. E allora diciamo che quest’Inter è stellare e che nessuno gioca meglio dei nerazzurri. Il Barcellona di Messi ed Ibra e il Real di Kakà e Ronaldo non possono competere con la squadra allenata dal portoghese. E se dovesse arrivare qualche sconfitta già lo sappiamo che sarà colpa dell’arbitro e della sfortuna che si accanisce sempre contro la sua squadra perchè altrimenti il tutto non si spiegherebbe . . . Ma smettiamola!!!
Arrivato in Italia come se fosse il Dio del calcio, colui che doveva, con il suo gioco, far vincere la Champions all’Inter, ma sappiamo tutti come andò a finire: Vidic-Ronaldo e Inter a casa già agli ottavi di finale. Aveva dichiarato di non essere un pirla alla sua prima conferenza stampa in Italia, dimostrandosi subito grande motivatore ma poco innovatore. Con l’Inter ha subito vinto lo scudetto. Merito suo? Non lo sappiamo, visto che anche Roberto Mancini aveva fatto altrettanto e con una rosa inferiore a quella messa a disposizione del portoghese. Lo Special One, così è stato soprannominato per i suoi successi con il Porto e con il Chelsea, ha dimostrato anche di non avere un occhio raffinato per poter scegliere i giocatori giusti da farsi regalare da Babbo Moratti, sempre pronto ad esaudire i desideri dei suoi allenatori (tranne quelli del Mancio), così si è fatto comprare per una cifra enorme il suo connazionale Quaresma, rivelatosi subito un fallimento totale e girato alla prima occasione in prestito al Chelsea. Quest’anno con la partenza di Ibrahimovic e l’arrivo di gente come Eto’o e Milito i tifosi nerazzurri attendevano, oltre alle vittorie, anche l’arrivo del bel gioco che, a dire la verità, ancora nessuno ha potuto vedere. La sua squadra si è sempre affidata ai singoli e ai loro colpi ma la mano dell’allenatore non è che si sia vista tanto. In cambio davanti alle telecamere Mou appare sempre lucido e pieno di idee e dopo l’attacco a Del Neri ha dimostrato di avere “zeru” umiltà.
Gaetano Alfano