
Ecco alcune informazioni per seguire al meglio la sfida di questa sera all’Olimpico.
L’ANDAMENTO DEL LIVORNO
Finora il Livorno ha raccolto due punti, frutto di due 0-0 casalinghi con il Cagliari alla prima giornata e con il Milan alla terza.
Nell’unica trasferta giocata, gli amaranto hanno perso 3-1 a Napoli. Dopo il primo tempo, nel quale i partenopei hanno segnato due reti con Quagliarella e Hamsik, la reazione degli uomini di Ruotolo si è concretizzata a inizio ripresa con il gol di Lucarelli. A quel punto, prima del 3-1 definitivo ancora di Quagliarella, ci sono state buone occasioni per arrivare al pareggio, tanto che nel conto finale delle opportunità sotto rete Napoli e Livorno si sono equivalse con sette a testa.
Curiosamente, in tutti gli incontri finora disputati, il Livorno ha sempre registrato una perfetta parità nelle occasioni, sia contro il Cagliari (2-2) che contro il Milan (3-3).
Mettendo a confronto i dati statistici della Juventus nell’incontro in casa con il Chievo e quello del Livorno in trasferta a Napoli si evince che il valore della squadra toscana non va trascurato. La velocità di gioco è molto alta, la percentuale delle giocate utili, quelle che servono per smarcare e sono indice di buona verticalizzazione, è pari a quella dei bianconeri, così come la misura del baricentro e del pressing. Il Livorno si affida poco ai lanci da dietro, cercando di manovrare sempre con tranquillità. Attenzione, infine, alla rapidità mostrata finora nell’arrivare alla conclusione.
I FEDELISSIMI DELLA SFIDA
Sono sette i giocatori che nelle due squadre sono stati in campo senza saltare neanche un minuto in campionato. Nella Juventus i fedelissimi sono stati Gigi Buffon, Giorgio Chiellini, un ex amaranto, e Amauri.
Nel Livorno i fedelissimi sono quattro. Un punto di forza è il portiere Alfonso De Lucia, 25 anni, che esordì in serie A appena maggiorenne nel Parma, un’unica apparizione per poi ritrovare la massima categoria quattro anni dopo, sempre con la stessa squadra del debutto. Benissimo si sta comportando Antonio Candreva, azzurrino di Casiraghi. Ventiduenne, ha fatto la sua prima apparizione in serie A due stagioni fa, quando militava nell’Udinese, per poi passare in Toscana nel 2008/09 per un momentaneo arretramento nella categoria inferiore.
Anche Cristian Raimondi ha giocato tutti i 288 minuti delle prime tre giornate. 28 anni, proveniente dal Vicenza, ha attraversato C2, C1 e B a lungo, collezionando solo 14 presenze in A con il Palermo nel 2004/05. Infine, Nico Pulzetti, 25 anni, da tre campionati al Livorno. Il suo esordio in Serie A avviene proprio contro la Juventus, il 25 agosto 2007, nel turno inaugurale di un torneo che vedrà retrocedere la formazione toscana.
I PRECEDENTI STORICI
E’ decisamente una trasferta proibitiva quella di Torino per il Livorno, se è vero che in 15 incontri di campionato è riuscito a collezionare solo un pareggio e una sconfitta. Gli exploit risalgono a tempi lontanissimi.
Nel 1948/49 le due squadre impattano 2-2, in un campionato indimenticabile perché segna la retrocessione in B degli amaranto, una ferita che verrà rimarginata nel 2003 con la promozione nella massima categoria, giunta dopo oltre mezzo secolo.
L’unico successo è datato 11 gennaio 1942, un clamoroso 3-2 per il Livorno. Nella Juve si salva solo Riza Lustha, attaccante albanese (l’unico della storia bianconera proveniente da quel Paese) che è anche il goleador recordman della sfida, con sette reti complessive, seguito da David Trezeguet a quota quattro.
Il punteggio più ricorrente nelle 13 vittorie della Juventus è il 2-1, verificatosi in quattro circostanze. Si parte dal 1935, anno dell’ultimo scudetto del Quinquennio. Nel finale di gara è Varglien II con una doppietta a concretizzare la superiorità dei padroni di casa.
Quattro stagioni dopo, il 2-1 è più sofferto: inizia benissimo la squadra bianconera, che dopo un solo minuto è già in vantaggio con Monti, ma Zidarich II riesce a rimediare in tempi rapidi. La rete della vittoria è firmata su rigore da Foni, in una partita tesa, con un espulso per parte (Busidoni per la Juventus e Viani II per il Livorno). Nel 1940/41 è il già citato Lustha a fare la differenza, rendendo inutile il punto della bandiera di Stua. Copione simile per l’ultimo precedente finito 2-1, nel 1946/47, con uno-due a inizio ripresa siglato da Muccinelli e Astorri, con rete della consolazione del livornese Piana.
fonte: www.juventus.com
di Mirko Sanfilippo