
Lasciando a Caetano Calil il tempo di ripetere certe prodezze nel corso del torneo, perchè state certi che di questo talentuoso brasiliano si tornerà a parlare presto, assegniamo la copertina di giornata ad un grande vecchio della serie cadetta che sembra aver ritrovato in questo scorcio di stagione un feeling con il gol perso da qualche anno. Roberto Colacone si candida a sostituire Maurizio Nassi che lo scorso anno aveva formato nella prima parte del campionato la miglior coppia gol della serie B con Salvatore Mastronunzio: è questo il segreto del sorprendente inizio di stagione dell’Ancona che ha già messo da parte sei punti che torneranno utilissimi in vista della volata salvezza.
Sono due le reti segnate da Colacone nelle prime tre giornate: magari non decisive (perchè quelle del 2-0 contro la Salernitana e del 3-1 contro l’Albinoleffe) ma utili per far capire a Salvioni che anche quest’anno si potrà contare sui suoi gol e sulla sua generosità. Perchè se sul rendimento della Vipera nessuno osava dubitare, e la sua conferma potrebbe valere da sola mezza salveza per i dorici, il risveglio di Colacone non era facilmente pronosticabile.
Nato a San Donato Milanese il 26 aprile 1974 quella dell’Ancona è per questo autentico globetrotter del calcio italiano addirittura la tredicesima maglia indossata in sedici anni di carriera, senza includere nel conto quella del Parma, società nella quale è cresciuto calcisticamente e che gli ha regalato anche l’unica presenza in serie A, seppur per appena venti minuti nella partita persa per 2-0 in casa contro la Roma il 9 aprile 1994. Colacone non è un gigante dell’area di rigore (179 cm per 72 kg) ma con il passare degli anni ha saputo costruirsi una carriera più che dignitosa fatta di tanto movimento per i compagni, di sacrificio per la prima punta che con lui vicino di gol ne ha sempre segnati parecchi e di qualche gol pesante, soprattutto nell’ex serie C1 seppur per tre sole volte in carriera ha saputo andare in doppia cifra, a Ferrara nel ’96 in C1 (undici reti), a Lucca sempre in terza serie nel 2000 (dove ha stabilito il suo record personale di quattordici centri) e con l’Ascoli in serie B nel 2004-’05, nella miglior stagione della carriera di Colacone che con Bucchi seppe formare una coppia da quasi trenta reti (17 le marcature dell’ex perugino quell’anno) che trascinò l’Ascoli fino ai playoff e poi, grazie al ripescaggio, al ritorno in A.
Colacone giunse ad Ascoli nel gennaio 2004 dopo appena sei mesi vissuti con la maglia del Genoa, certamente la squadra più prestigiosa tra le tante in cui questo navigato attaccante ha militato. Ma erano anni bui per il Grifone, l’esonero di Donadoni dopo poche giornate, l’arrivo di De Canio ed una salvezza sofferta non furono condizioni ideali per esprimersi. Dopo tre anni passati a Modena da titolare ma con pochi gol all’attivo, e dopo pochi mesi all’Albinoleffe, Colacone è giunto un anno fa ad Ancona.
A trentquattro anni compiuti il posto da terza punta in una squadra di serie B poteva andare bene: con la partenza di Nassi lo scorso gennaio in direzione Brescia sembrarono potersi spalancare le porte della titolarità ma Monaco cambiò modulo e per Colacone ci fu ancora tanta panchina. Ma quando è stato chiamato in causa, ha saputo rispondere presente: come nell’ultima giornata quando una sua rete avviò l’incredibile rimonta contro l’Albinoleffe che valse ai suoi il playout poi vinto contro il Rimini. Quest’anno Colacone ha deciso di partire subito forte: difficilmente arriverà in doppia cifra, ma nulla è impossibile per uno che ha saputo farsi amare sia ad Ascoli che ad Ancona.