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Il Brasile affonda la seleccion

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SOCCER-WORLD/Il Brasile è la settima squadra a qualificarsi per i mondiali del 2010 in Sud Africa, grazie alla schiacciante vittoria per 3-1 sull’Argentina di Maradona, con quest’ultimo già sul banco degli imputati. La vittoria brasiliana è arrivata soprattutto per tre motivi: la schiacciante superiorità nella condizione fisica, l’impreparazione degli argentini sulle palle inattive e la fulminea capacità da parte dei brasiliani di contrattaccare in contropiede.

Il Brasile vince 3-1 (Luisao al 23’, Luis Fabiano al 30’ p.t.; Datolo al 21’, Luis Fabiano al 23’ s.t.) . Ben chiusa nei primi venti minuti per annusare l’aria del famoso Gigante di Arroyito – in realtà molto meno infernale del previsto – la Seleçao va in fuga la prima volta (23’) che Maicon passa la linea di metacampo: fallo, punizione lunga di Elano, stacco a centro-area di Luisao e palla nell’angolo. Il fatto che Luisao sia alto una testa più degli altri ventuno in campo non suggerisce alcun attivismo ai difensori argentini, che ripetono la solenne dormita al 30’ su un’occasione analoga. Dopo una respinta disperata di Andujar, stavolta è Luis Fabiano a timbrare il facile 2-0. Entrati allo stadio con gli occhi iniettati di sangue e le orecchie riempite dalle urla messianiche di Maradona (“il vostro Paese ha bisogno della vittoria”, “dopo la pioggia ho visto il sole: vinceremo!” e altre facezie del genere), gli argentini dopo mezz’ora sono battuti e liquidati. Avanti 2-0 e con la serenità di una difesa blindata dai due mediani, il Brasile gioca sul velluto mettendo in vetrina essenzialmente due uomini: Felipe Melo che ferma e riparte come lo stantuffo di un treno, Kakà che negli spazi larghi concessi dagli argentini disperati è una piaga d’Egitto. Il terzo gol è uno splendido assist filtrante di Ricky per il pallonetto di Luis Fabiano, l’aspetto notevole è che arriva due minuti dopo uno strepitoso sinistro nel sette di Datolo da 25 metri. Speranzoso per un attimo in un pari che varrebbe oro, Maradona resta incenerito dal contropiede del 3-1. “Ero arrabbiato con i miei giocatori dopo il 6-1 preso in Bolivia – dice alla fine – stavolta c’è poco da dire, hanno vinto i migliori. In Paraguay sarà dura, ci andremo con lo spirito che riusciremo a ricostruire nei prossimi due giorni”. Sull’altra sponda, Dunga per una notte dà libero sfogo alla sua gioia: “E’ stata la vittoria della qualità. Avevo raccomandato ai miei la calma, perché ero certo che restando in undici contro undici l’avremmo portata a casa. Fantastico qualificarsi con un anticipo così grande”.

posted by Maione Domenico


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