
Profilo
Ehi voi, prendete carta e penna e segnatevi questo nome sul taccuino! Oggi vi presento l’erede di Andrea Pirlo. Si chiama Luca Moscatiello ed è un promettente classe ’91 del terribile vivaio interista dei Santon, Destro, Bolzoni e Balotelli. Mani in alto questa è una rapina!: così, a soli quindici anni, fu scippato dal Fulham del miliardario Mohamed Al-Fayed. Non sfuggirono ai talent scout inglesi la sua tecnica fuori dal comune, e la sua qualità nel dettare i tempi della manovra, che siano passaggi brevi o lunghe verticalizzazioni: ed è in questo modo che Luca si riscoprì emigrante.
Centrocampista centrale con licenza di play-maker, gioca davanti alla difesa o nel più classico 4-4-2. All’inutile giochetto a effetto da replay antepone l’efficacia. Ben strutturato fisicamente, merito d’ore e ore trascorse in palestra, vanta un’ottima capacità d’interdizione, frutto dell’asfissiante pressing che suole mettere in pratica. Predilige la fase offensiva ma non pecca mai in copertura. Stona a sentirsi, ma dice che gli piace lavorare e c’è da credergli perché in casa Fulham gode già di considerazione. Col “chip” della cultura del lavoro installato nel cervello, ha studiato il calcio inglese, velocizzando le sue giocate e apprendendo i meccanismi del gioco a due tocchi. Buona visione di gioco e bello a vedere, gioca sia di sciabola sia di fioretto rappresentando un cocktail perfetto tra i milanisti Pirlo e Gattuso. Di Luca, gli amici dicono che è un leader senza grilli per la testa. Un giovane italiano, partito come talento verso l’Inghilterra, ma desideroso di tornare campione in Italia.
Quando gli ho detto: Dai che un giorno entri, segni, e diventi il nuovo “Kiko” Macheda (anche se la posizione non è la stessa). Lui mi ha risposto con un flebile speriamo nascosto in un sorriso. Ma io…non stavo affatto scherzando!
Intervista
1) Qualcosa che tu metti in campo e gli altri non hanno: la tranquillità nel possesso palla, avere cognizione di quando velocizzare o quando rallentare il gioco, e poi tanta voglia di fare bene sempre e comunque
2) Un giocatore al quale ti ispiri: per quanto concerne le giocate: Fabregas e Pirlo. Tuttavia mi piace anche lavorare duro in campo, pressare e farmi sentire
3) Tre aggettivi che ti contraddistinguono in campo: tranquillità, fantasia e dedizione.
4) Il tuo obiettivo stagionale: penso solo a fare bene ogni giorno, in campo e in palestra, per cercare di impressionare mister Roy e convincerlo sulle mie effettive qualità. Poi vedremo cosa si muove per la prossima stagione
5) Come vedi il Fulham quest’anno?: Questa stagione, a mio parare, arriviamo tra le prime sette in Premier. Per quanto riguarda le coppe, invece, vedremo un po’. In effetti, ci sono tante partite da giocare, e bisogna gestire bene i tempi di recupero, tra una partita e l’altra, ma comunque abbiamo una bella rosa che ci permette di rifiatare. Quindi, speriamo bene!
6) Racconta gli aneddoti e gli episodi che contraddistinguono la tua carriera dalle altre: Mah… io penso che la particolarità, del mio ancor breve excursus, stia nell’essere venuto in Inghilterra a soli quindici anni. E’ stato un evento inatteso e sicuramente un’esperienza positiva per tantissimi motivi. Quando ho ricevuto quella chiamata del Fulham, sono rimasto un po’ stranito, perché lasciavo gli amici e la famiglia, però allo stesso tempo mi piaceva l’idea di imparare la nuova lingua, apprendere nuovi metodi di allenamento e mettermi alla prova in una nuova sfida
7) Descrivi il tuo gol più bello o più importante: Inter-Roma, in seminale alla Nike CUP: lancio lungo del centrale di difesa Caldirola (Inter primavera) che taglia il campo da sinistra a destra. Io arrivo davanti al portiere in uscita, tocco sotto a pallonetto, e gol del 2 a 1. Quella rete ci portò contro l’Empoli, in una finale che poi vincemmo
8″ La giocata che più ti piace fare in campo: mi piace ricevere palla dal terzino sinistro, aprire con lo stop verso tutto il campo, e aspettare il taglio della punta per verticalizzare. E’ una giocata che mi riesce molto bene ed è efficace
9) Cosa ti ha portato a fare del calcio la tua vita?: La prima convocazione in nazionale, con i ragazzi più grandi di un anno, mi ha segnato molto: da lì ho capito quello che volevo fare. Poi ovviamente c’è stato il trasferimento al Fulham, dove ho imparato a lavorare duro ogni giorno, e a curare nei minimi particolari ogni allenamento
10) Che cosa ha perso l’Inter?: L’Inter ha perso un giocatore con tanta voglia di far bene…
11) Da ex-interista, dai un consiglio a Quaresma per i suoi noti problemi col “trivello-metro” di San Siro: Secondo me, dopo le recenti prestazioni, sarebbe meglio limitarsi a giocate semplici usando meno l’esterno
12) Che cosa distingue il calcio italiano da quello inglese?: Il calcio inglese è molto più veloce, e ciò naturalmente favorisce lo spettacolo. Per quanto riguarda la tecnica reputo l’Italia superiore. In fondo persiste una vera e propria differenza di mentalità: infatti, in Italia ci si allena molto sulle giocate e tatticamente la preparazione è migliore, mentre in Inghilterra un carattere imprescindibile è l’intensità di gioco
13) La canzone che prima di una partita ti carica come una bestia: Get Up di 50 cent. La mettono sempre negli spogliatoi, prima della partita, e adesso non posso farne a meno
14) Una cosa che odi del calcio e una che vorresti chiedergli: Odio le persone, faziose, che parlano da tifoso e non riescono a giudicare in maniera equilibrata le cose che succedono. Odio il fatto che, nel calcio, ci metti tanto per arrivare e un attimo per distruggere tutto quello che hai fatto. Infine odio il razzismo e la violenza negli stadi, che non appartengono affatto al calcio. Poi mi piacerebbe vedere molte più famiglie allo stadio in modo da passare un bel pomeriggio
15) Danimarca -Giugno 2011 finale europeo U 21- spiega a Casiraghi perché devi giocare tu e non Balotelli: No dai! Mario è un amico e spero giochi. Io sono tra coloro che lo ritengono pronto per la nazionale maggiore. Magari Mario davanti ed io dietro a cercare di mettere qualche bella palla si potrebbe anche fare
16) Tu sei originario di “Baggio”, un quartiere di Milano dove, come risaputo, è difficile vivere. Si può dire che in qualche modo il calcio ti abbia aiutato?: Si tantissimo! E’ un quartiere dove la gente fa fatica, e i ragazzi vivono in una realtà difficile. Il fatto di avere il calcio mi ha aiutato a sapere sempre quello che volevo dalla vita, e a non fare mai stupidate. Adesso quando ritorno lì, mi vedono come un esempio da emulare, e ciò mi gratifica
17) Dicembre 2009 -“The Sun” (noto giornale inglese)- leggo “Luca Moscatiello: A baby italian hero of week”. Sto sognando oppure trattasi di mera realtà?: Potrebbe essere. Io lavoro sempre al massimo, sperando di rendere realtà questo titolo sul “The Sun”
18) Qualcosa che dovrebbe sapere uno che t’intervista: Volevo dire che ogni giorno quando mi alleno e quando gioco, guardo sempre il cielo per trovare la forza di fare tutto. La forza che mi da il mio nonno Franco: una persona speciale che vorrei vedesse quel che sto facendo, anche se sono sicuro che sta guardando tutto
19) Quando sarai famoso, ti ricorderai di quest’intervista?: Certo! Mi ricorderò anche il tuo nome e ti chiamerò per andare a bere qualcosa fuori se ti andrà. Grazie!
a cura di Domenico Maione
tratto da http://www.domenicomaione.blogspot.com/
volevo segnalare un talento da palermo ; Piazzese Alessandro Luglio 1994 centrocampista offensivo molto muscolare ( 1,80 x78 kg) è nato nello stesso ospedale di Balottelli e per il suo bene sarebbe opportuno andasse in qualche società che lo curi, anche all’estero ( vi garantisco che ne vale la pena) è libero e tesserabile per il2010/11 senza costi di procuratori.
per chi è interessato può inviare una mail sportmanagersicilia@libero.it (associazione libera genitori giovani calciatori)