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Mi ritorni in mente: Roma-Juventus

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Roma-Juventus è la gara ideale per snocciolare uno degli slogan più consumati del mondo del calcio: non ci sono più le partite di una volta. Perchè quello che questa sfida ha rappresentato durante la prima metà degli anni ’80 va oltre la semplice rivalità sportiva tra quelle che in quegli anni erano semplicemente le due squadre più forti. In quei duelli c’era il sapore del calcio antico tra due presidenti come Boniperti e Viola ben lontani dai clichè dei loro colleghi di oggi, come diversi erano i calciatori ed il modo di intendere il pallone. Domenica pomeriggio, nell’insolito orario delle 18, si scriverà la 77° pagina di un libro infinito che non è mai stato avaro di reti, polemiche ed emozioni. Sono tanti i giocatori che hanno vissuto questa sfida con entrambe le maglie: da Luis Del Sol a Lionello Manfredonia fino a Zibì Boniek passando per Fabio Capello, riuscito nella non facile impresa di farsi amare ed odiare da entrambe le tifoserie. Passato dalla Roma alla Juventus nel 1970 insieme a Spinosi e Landini, in un’operazione che fece infuriare il popolo giallorosso, in maglia bianconera seppe vincere quattro scudetti mentre da allenatore ha regalato alla Roma il terzo scudetto della sua storia prima di andarsene alla Juventus dove conquistò i due tricolori più controversi di sempre. Il bilancio delle sfide tra Roma e Juventus giocate nella Capitale vede in vantaggio i giallorossi con ventotto vittorie contro le ventidue della Vecchia Signora mentre i pareggi sono stati venticinque.

 

Nell’ultimo lustro, però, i bianconeri hanno sensibilmente ridotto il gap statistico dal momento che si sono aggiudicati ben tre degli ultimi cinque confronti diretti. Sarà per il calore di una partita sentitissima soprattutto da parte dei tifosi della Roma ma le reti non sono mai mancate nei confronti diretti: terminò infatti in goleada l’ultima volta che la Roma seppe raccogliere l’intera posta, l’8 febbraio 2004, quando i giallorossi di Capello travolsero per 4-0 una Juve a fine ciclo nella partita ricordata da tutti soprattutto per due episodi di colore, il calcio alla bandierina di Cassano con conseguente ammonizione di Collina ed il “quattro e a casa” (nella foto) con cui Totti liquidò una protesta dello juventino Tudor.

Ci volle il salto della barricata di Capello per far tornare al successo la Juve che s’impose per 2-1 il 5 marzo 2005 in una partita entrata poi nel libro nero di Calcipoli e per 4-1 il 19 novembre 2005 grazie ad un super Ibrahimovic. L’ultimo pareggio risale a due anni fa, la stagione del ritorno in serie A dei bianconeri che impattarono per 2-2 nel finale grazie a Iaquinta capace di raggiunse la Roma che era riuscita a ribaltare grazie ad una doppietta di Totti l’iniziale gol di Trezeguet.

Ed un’altra goleada ha accompagnato la partita della scorsa stagione, finita ancora 4-1 per la Juventus il 20 marzo 2009 contro una Roma incerottata che dovette ricorrere ai giovanissimi Filipe e D’Alessandro: fu ancora Iaquinta con una doppietta a far piangere l’ex maestro Spalletti annullando il provvisorio pareggio di Loria. Completarono il tabellino Mellberg e Nedved.

Tra le tante sfide anni ’80 ce n’è una che, a dispetto del risultato, i tifosi della Roma non amano ricordare: è quella del 16 marzo 1986, conclusasi con un illusorio 3-0 per i padroni di casa. La Juventus di Trapattoni, Campione d’Europa in carica, cerca l’accoppiata Coppa-Campionato: in Italia ha scavato un buon solco sulle inseguitrici ma la fine dell’inverno coincide con il lento crollo dei bianconeri che in tre mesi si mangiano otto punti di margine sulla Roma ed arrivano allo scontro diretto tre giorni prima della semifinale di ritorno di Coppa contro il Barcellona.

Graziani, Pruzzo e Cerezo demoliscono la difesa della Juve, la Roma si porta a meno tre: la Juve soccomberà contro il Barça e crollerà anche a Firenze, a due giornate dalla fine c’è l’aggancio ma quando tutto sembra pronto per il terzo scudetto giallorosso alla penultima giornata la Roma cade incredibilmente in casa contro il già retrocesso Lecce, che nell’ultimo turno invece perderà contro la Juve che si aggiudicherà così il 22° tricolore della sua storia. Domenica pomeriggio non si giocherà per lo scudetto ma in campo non se ne accorgerà nessuno.


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