
È terminato il precampionato azzurro lasciando notevoli perplessità sulle qualità della squadra e sulla validità della campagna acquisti. Dopo le prime tre uscite con le squadrette austriache, nei tre match internazionali il Napoli non ha mostrato grandi cose, portando a casa due scialbi pareggi casalinghi con l’Espanyol ed il Racing, che non sono certo le cime del campionato iberico, e realizzando l’impresa di misura a Londra contro il West Ham di Zola.
L’intesa tra Lavezzi è Quagliarella fluisce già in modo soddisfacente, ciononostante il reparto offensivo sembra ancora abulico (è vero che nell’ultima amichevole sono scese in campo le seconde linee, ma gli azzurri hanno giocato col Racing, non col Real!), a centrocampo manca ancora un buon possesso palla, De Sanctis ha dato sicurezza al reparto arretrato, nondimeno i calciatori sono quello che sono, e far accomodare con regolarità Santacroce in panchina di certo non aiuta la difesa.
Dopo le schioppettate della prima fase di calciomercato sono giunti i boati tonanti del sovrano (De Laurentiis), il quale, dopo le prime deludenti uscite ha avuto da ridire contro tutti. Non si compra altro, e Donadoni deve far fruttare al meglio ciò che ha; e non importa che non ci sia un esterno sinistro di ruolo, o che non è arrivato quel centrocampista di peso che il mister aveva espressamente richiesto.
Il giullare Marino ha acquistato tanto, e chissà se bene o male, ma deve sfoltire una rosa in evidente esubero, soprattutto considerando che il Napoli quest’anno giocherà solo il campionato. Si cercano acquirenti per tutti i “fenomeni” che hanno notevolmente deluso le aspettative, ma è difficilissimo sistemarli! La società partenopea propone un imbarazzante limite agli ingaggi che non permette di comprare i campioni veri, ma poi ogni anni ha partorito affaroni con i quali ha superpagato calciatori mediocri che adesso gravano sul groppone con un salario eccessivo rispetto alle loro qualità e che si rivelano invendibili per il medesimo motivo.
Il Napoli si allena, e domenica c’è l’esordio ufficiale con il derby di Coppa Italia al San Paolo contro la Salernitana. Di certo un incontro importante, anche se si affronta una formazione di categoria inferiore, perchè i derby hanno sempre una difficoltà in più ed incontrare il Napoli è già di per se un’incentivo forte a dare il massimo. Rientreranno tutti i nazionali e, a parte Zuniga ancora infortunato, gli azzurri si presenteranno in formazione tipo. Primo duro scoglio per il nuovo Napoli, dunque, e la domenica successiva il difficile inizio di campionato a Palermo, due incontri per saggiare da subito la reale consistenza di una squadra che ha cambiato tanto, che di certo ha bisogno di tempo per amalgamarsi, che altrettanto sicuramente è ancora carente di un paio di elementi, dei quali uno (l’esterno) fondamentale, ma che ha anche voglia di riscatto e ottime qualità individuali.
Insomma, se De Laurentiis recita la scena madre di un colossal con i suoi ripetuti rimproveri ed il suo pugno duro, se Marino è alla disperata ricerca di qualche fesso che sgravi al Napoli il peso di qualche suo “campione”, se Donadoni è alle prese con i misteri della tattica e con i rattoppi da eseguire muovendo il “materiale” a disposizione come pedine sullo scacchiere per ricoprire al meglio tutti i ruoli, i calciatori devono scendere in campo con grinta e determinazione mostrando a tutti, per se stessi e per i tifosi, ciò che loro e solamente loro sanno fare e possono fare.
di Emanuele Gargiulo