
A venti giorni dall’inizio della serie B (fischio d’inizio alle 20.45 di venerdì 21 agosto), il mercato cadetto non è ancora partito. O meglio è partito solo per chi se lo poteva permettere. Meglio ancora: è partito solo per chi ha saputo farlo. È ancora presto per parlare di gerarchie o di griglie di partenza, ma quando quasi tutti i ritiri volgono al termine al pari delle enigmatiche amichevoli estive, si comincia ormai a pensare a quando i punti conteranno davvero. Facciamo un primo bilancio per vedere come si è finora svolto il mercato e come ci si avvicina agli impegni importanti, primo tra tutti la Coppa Italia del 9 agosto.
Le più attese erano ovviamente le tre retrocesse ma le rispettive filosofie ed i modi di agire sono stati completamente differenti. A Reggio Calabria non si è perso tempo a piangere sul latte versato ed il presidente Foti ha subito messo in chiaro le proprie intenzioni: un allenatore come Novellino accompagnato da due fedelissimi chiamati Bonazzoli e Volpi, il miglior terzino sinistro della scorsa serie B, Simone Rizzato, un portiere in ascesa come Mario Cassano e due esterni come Buscè e Pagano per volare sulle fasce dicono sin troppo chiaramente che la Reggina non punta a vincere il campionato, ma a stravincerlo.
Gli amaranto hanno così rubato il ruolo di grande favorita al Torino, alle prese con un mercato difficile condizionato dalla necessità di fare mercato: la partenza di Rosina e quella imminente di Dzemaili potrebbero non essere sufficienti per sbloccare il mercato in entrata, fermo finora al giovane Gorobsov, all’onesto mestierante Belingheri ed a Loria, chiamato a riscattare la stagione da incubo vissuta a Roma. Se non si fa qualche altra operazione importante in tempi brevi, addio promozione in carrozza. Il Lecce ha avviato una politica di ridimensionamento dei costi ma, c’è da giurarci, nonostante il quasi totale immobilismo registrato fino ad oggi (brucia il mancato arrivo di Forestieri), sarà protagonista degli ultimi giorni di trattative.
Tra le altre, copertina per il Padova che seppur neopromossa e lungi dal lasciarsi andare a proclami è partito a mille con acquisti di livello come il portiere Agliardi, l’ala Flavio Lazzari e il regista Italiano soffiato al Toro in attesa di trovare una punta (Bogdani?) che permetta di stazionare nei quartieri alti. Dopo le delusioni della scorsa stagione sembrano ben intenzionate anche Salernitana e soprattutto Frosinone che riparte da Moriero in panchina e che in attesa di Ricchiuti si è portato a casa alcuni fedelissimi del tecnico leccese come Basso e Calil.
E mentre a Grosseto si parla di ridimensionamento, Brescia, Mantova ed Empoli sono ancora ferme al palo o quasi, le buone idee ci sono ma il problema è metterle in pratica senza spendere molto. Già, sono i soldi a mancare nella cadetteria in attesa che la rivoluzione dei diritti collettivi, con annessa scissione tra le Leghe (considerata una sciagura dai presidenti ma che invece potrebbe dare un nuovo volto alla categoria) porti un pò di ossigeno.
Così per molte per ora il mercato è coinciso con la valorizzazione dei giovani del vivaio (Albinoleffe, Ascoli) sperando di trovare qualche talento. Calma piatta invece per Piacenza e Gallipoli: per la prima il ridimensionamento dei costi imporrà una stagione di sofferenza, mentre in Puglia il presidente Barba sta per vendere ma alla fine di luglio manca ancora l’allenatore e tutta la rosa. La speranza è che al campionato partecipino davvero ventidue squadre, e non ventuno.