
Sei gol all’attivo, uno solo subito: questi sono i numeri del Napoli dopo le prime due uscite. Di certo in questa fase della preparazione i numeri sono proprio l’ultima cosa che va guardata (fossero almeno buoni al superenalotto), ma è altresì vero che, nonostante tutto, le vittorie fanno morale, e si sa bene quanto la positività possa poi influire sulla propositività.
In ogni caso, al di là delle statistiche matematiche, la formazione partenopea convince, convince per l’impegno, per la grinta, per la determinazione, per la volontà di imparare dal mister e di mettere in pratica le nozioni apprese. Donadoni si è apertamente dichiarato soddisfatto e continua col suo lavoro di cesello su di una rosa che ha ampi margini di resa; il presidente De Laurentiis borbotta come sempre, laconico nelle dichiarazioni, pensa a fare piuttosto che a parlare e Marino lo segue a ruota con le sue mani, che come tentacoli sembrano spingersi verso mille obiettivi, agguantati poi con delle ventose con le quali non lasciarseli scappare.
Il Napoli va dunque, ed in attesa dei nazionali Quagliarella e Cigarini, non ancora utilizzati in partita, i nuovi acquisti danno già ottime risposte: Campagnaro è un mastino dall’ottima fisicità e buona tecnica, mentre Zuniga sembra avere inesauribili risorse di ossigeno, unite ad un dinamismo eccellente e piedi sudamericani. Se poi anche il portierone della nazionale, De Sanctis, si libera dallo sponsor privato pur di convogliare a nozze col Vesuvio, il quadro sembra davvero la perfetta opera di un impressionista.
Mancano gli ultimi acquisti, e dopo la parentesi dell’inizio – ritiro, Marino si ritufferà sul mercato per completare la rosa quanto prima. Le questioni da risolvere sono sempre le stesse, le ipotesi da vagliare grossomodo pure: per la fascia sinistra forte è l’interessamento per il laterale del Liverpool, Dossena. Il procuratore del calciatore, Pastorello, ha dichiarato che il proprio assistito accetterebbe con entusiasmo l’ipotesi azzurra, ma c’è da discutere un costo importante del cartellino e l’ingaggio elevato del terzino, motivi che, sempre secondo il procuratore, frenano l’azione del dg partenopeo. Grosso e De Ceglie sono nomi di cui non si parla più ma restano in sala d’attesa mantenendo sempre aperta l’ipotesi di movimenti sull’asse Torino-Napoli. In ogni caso la soluzione ideale Donadoni sembra averla già in casa, col colombiano Zuniga schierato sulla fascia sinistra, ipotesi che eliminerebbe una spietata concorrenza sulla destra tra il sudamericano e Maggio, evitando anche un consistente esborso economico, che potrebbe essere poi utilizzato per un acquisto di quelli col triplo fiocchetto rosso.
Per quanto riguarda la mediana, svanito Mudingayi, un nome nuovo si affaccia all’orizzionte: quello del Sampdoriano Dessena, gemello di Cigarini ai tempi del Prama, giovane di buona corsa, buone doti atletiche e buona predisposizione tecnico-tattica, che garantirebbe quei centimetri richiesti dal mister per rinforzare il centrocampo napoletano.
Ma la questione più spinosa ancora in ballo riguarda la punta: è in questo ruolo che i tifosi si aspettano la ciliegina dal presidente e dal suo braccio destro; è in questo ruolo che sono circolati più nomi, risolti poi tutti in un nulla di fatto. Mister Donadoni è intenzionato a schierare il Napoli con lo “storico” 3-5-2, e in questo caso l’attacco titolare sarebbe già formato con l’accoppiata Quagliarella-Lavezzi. Tuttavia lo stabiese non è un bomber ma una punta di movimento che garantisce un buon numero di gol. Spesso le sue realizzazioni sono delle perle da incastonate nel suo palmares personale, alternate però ad un gran numero di occasioni molto più semplici divorate con la famelicità di un leone. Se poi aggiungiamo che il Pocho, per sua predisposizione, tende ad arretrare terribilmente, lasciando spesso il compagno di reparto isolato come un avamposto tra le barricate nemiche, è difficile sperare che l’attacco azzurro sia, in questo modo, molto più prolifico dell’anno scorso; e di certo non si potrebbe, in tal caso, addossare tutta la responsabilità al Quaglia, il quale è abituato a fare delle fantasmagorie ma non è ancora attrezzato per i miracoli.
Occorrerebbe quindi una prima punta, una di quelle “alla Inzaghi” per intenderci, capaci di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, capaci di buttarla dentro con ogni parte del corpo, e se non c’è la spettacolarità chi se ne frega! Saltati Pozzi e Obinna, sempre più improbabile Pandev (anche se la mancata cessione del macedone sarebbe un danno un po’ per tutti) resta in piedi l’ipotesi Cruz. Il “giardiniere” ha stazza, ha fiuto e potrebbe, con la sua qualità e la sua esperienza, far “sbocciare” in rete la mole di gioco prodotta dai partenopei; e sebbene la sua età non sia “verde come il suo pollice”, sarebbe ugualmente un rinforzo importante che garantirebbe a Donadoni una bocca di fuoco da far tremare le mura avversarie. Cruz è in ballo tra Lazio e Napoli e dovrebbe decidere la destinazione per la prossima stagione alla fine di questa settimana, anche se, come un refrain stonato, sarà già la terza volta che l’argentino pone una data di scadenza per la propria scelta.
La preparazione del Napoli continua, il calciomercato pure, e la società partenopea deve trovare i rinforzi ideali perchè la corazzata azzurra un paio di “talloni di achille” li ha…in fondo le gambe sono due, ma per chi ha intenzione di volare non servono né gambe né tantomeno talloni traballanti…
di Emanuele Gargiulo