
È passato meno di un mese dall’amarissima notte di Livorno e la rabbia non può essere stata smaltita del tutto: anzi, la rabbia non potrà essere smaltita perchè il Brescia dovrà disputare il quinto campionato consecutivo in serie B dopo aver ancora una volta sfiorato il ritorno in massima serie. Ormai il presidente Corioni non ce la fa più a sopportare questa categoria: il problema economico è sicuramente quello principale ma c’è anche la volontà di riassaporare il grande calcio e soprattutto di farlo riassaporare a quei tifosi che durante gli scorsi playoff si erano riavvicinati alla squadra, mettendo per un momento da parte le contestazioni al presidente, alla base del nuovo rilancio del presidente.
Il Brescia infatti non smobilita e cercherà ancora una volta il salto in serie A: anzi, più che cercarlo dovrà necessariamente ottenerlo, pena questa volta sì un più che probabile ridimensionamento. La partenza di Viviano, che ha finalmente spiccato il volo verso la serie A, non è sicuramente il viatico migliore per sognare ma la squadra che è partita per il ritiro ancora agli ordini di Alberto Cavasin, l’uomo capace di risvegliare una città in poche settimane, conserva intatte le motivazioni per riprovare la scalata. D’altronde quasi tutte le grandi squadre sono in serie A, molte ex grandi di B (leggi Grosseto e Mantova) si sono ridimensionate così questo Brescia non sembra poter aver paura di Reggina e Torino. L’unico acquisto finora, oltre al prestito di Francesco Della Rocca arrivato dal Bologna nell’affare Viviano, è stato quello di Davide Baiocco, che ha lasciato Catania consapevole che un ciclo era finito e che a trentaquattro anni suonati non si è fatto scrupoli a ricominciare dalla serie B perchè allevare giocatori come Vass e Salomon può essere più bello di una sofferta salvezza in serie A. Possanzini ha rifiutato Padova per amore verso la maglia biancoazzurra mentre molto più incerta è la conferma di Andrea Caracciolo, ai ferri corti con la società. Altri pezzi pregiati verranno sacrificati, su tutti Rispoli, ma c’è da rinforzare anche il centrocampo che ha perso Baronio e che necessita di piedi buoni. È però l’attacco il reparto che sembra più bisognoso di rinforzi considerando anche il deludente rendimento di Nassi ed Okaka. Corioni vuole crederci: ora o mai più.