
Oggi dobbiamo stare a guardare le presentazioni galattiche di Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema. Oggi non possiamo neppure paragonarci alla realtà economica e sociale del calcio inglese. Oggi. Ma da ieri è partito il futuro: l’apertura del bando d’asta per i diritti televisivi collettivi di serie A per il biennio 2010-2012 potrebbe infatti segnare l’inizio di una nuova età dell’oro per il calcio italiano. Le distese di denaro modello Florentino Perez saranno (per fortuna) sempre lontane dalle nostre latitudini, ma un maggior riequilibrio della ripartizione dei proventi televisivi non potrà che fare bene al calcio italiano perchè è vero che le big perderanno un pò della loro ricchezza, ma misurarsi in un campionato più equilibrato in cui anche le squadre di medio-alta classifica potranno acquistare giocatori di prima fascia non potrà che fare bene alla competitività delle grandi nelle coppe europee. A questo primo passo ne andranno però aggiunti altri, come la realizzazione di stadi di proprietà che permettano alle società di diversificare le proprie entrate, non riducendole solo ai soldi delle televisioni, oltre ad un’inevitabile riduzione degli ingaggi dei giocatori, che oggi rappresentano oltre il 70% del denaro che annualmente esce dalle casse di una società medio-alta di serie A.
Forse, però, per ottenere tutto questo bisognerà vendere un altro pezzetto di anima al diavolo, leggi la possibilità concessa alle televisioni di effettuare interviste ai giocatori anche durante l’intervallo (cosa che già succede nella Lega Pro, dove perà nella maggior parte dei casi il bordocampista di turno riceve un rifiuto più o meno cortese, cosa che in serie A temiamo non potrà succedere con i soldi che ci saranno in ballo) nonchè di sentire la voce degli allenatori tra un tempo e l’altro entrando nello spogliatoio, sul modello di quanto successo nella scorsa stagione nel campionato Primavera. L’obiettivo dell’advisor Infront è quello di sfiorare il miliardo di euro d’entrate per il 2010-2011 e di superare abbondantemente questo tetto per la stagione successiva anche grazie alla vendita dei diritti del campionato italiano all’estero, tasto questo attualmente molto dolente. Le offerte devono arrivare entro le ore 12 del 27 luglio e riguardano sei pacchetti: le dirette e gli highlights sul digitale satellitare, dove Sky è difatto monopolista (sebbene Conto Tv non molli la presa e prometta battaglia), il digitale satellitare, dove operano Mediaset e Dahlia tv, l’ex La 7 (che è stato suddiviso in due sottopacchetti che suddividono le squadre di A in due gruppi, uno da dodici e l’altro con le rimanenti otto) e gli highlights in chiaro oltre ai diritti radiofonici, pacchetti, gli ultimi due, dove la Rai di fatto correrà da sola. Il bando prevede ovviamente una base d’asta minima ritoccata al rialzo per la stagione 2011-2012. L’altra novità prevista dalla nuova era del calcio riguarderà gli orari delle partite: è certa l’introduzione del “lunch-match”, ovvero una gara con inizio alle 12.30 che si aggiungerà ai tradizionali anticipi del sabato ed al posticipo domenicale mentre è allo studio la possibilità di introdurre anche il “monday-night”, alias posticipo al lunedì da scambiare eventualmente con l’anticipo delle 18 del sabato che passerebbe alla serie B. Serie B che anche in regime di Leghe separate non sarà dimenticata: sebbene il bando d’asta della serie cadetta debba ancora essere pubblicato, infatti, è previsto uno sconto di tre milioni di euro sui diritti di A alla tv che acquisterà anche quelli di B. Chissà che dalla separazione delle Leghe anche la serie cadetta non trovi nuova linfa.