
Ed ora che si parli pure di “quel maledetto venerdì”: e pazienza se Cristiano Lucarelli non assomiglia a Bob Hoskins e tantomeno Aldo Spinelli può essere avvicinato ad Helen Mirren. Il titolo del film anni ’80 si addice perfettamente alla giornata vissuta dal Livorno: dopo un giovedì da cani, con il divieto per Ruotolo di allenare in serie A, arriva il venerdì maledetto, quello che segna la rottura definitiva delle trattative tra il Livorno e Cristiano Lucarelli proprio quando tutto sembrava fatto.
“L’A.S. Livorno Calcio informa gli sportivi che, nonostante i ripetuti tentativi giunti poi a buon esito sia per l’impegno delle due Società A.S. Livorno Calcio e Parma F.C., ribadendo l’assoluta disponibilità da parte del calciatore Cristiano Lucarelli per il raggiunto accordo con piena soddisfazione di tutte le parti, con rammarico la Società Livorno prende atto che, a seguito di continue ulteriori e ingiustificate richieste da parte del procuratore del calciatore Sig. Carlo Pallavicino, intende considerare conclusa in maniera negativa la trattativa in questione. Al riguardo giova ricordare come analoghi comportamenti si siano già verificati in passato quando il calciatore Cristiano Lucarelli era un tesserato dell’A.S. Livorno Calcio”.
fonte: www.livornocalcio.it
Questo il freddo ma deciso comunicato diramato all’ora di cena dalla società toscana che addebita senza mezze misure le colpe del fallimento della trattativa al procuratore del centravanti, Carlo Pallavicino. I motivi della rottura non sono stati precisati da nessuna delle due parti pertanto al momento si è anche portati a pensare che possa trattarsi di una mossa strategica del Livorno per sbloccare una situazione complicatasi all’improvviso: Parma e Livorno infatti erano giunte ad un accordo, seppur sui generis, che prevedeva formalmente il passaggio di Lucarelli in amaranto in prestito per un anno ma in realtà si trattava di un acquisto a titolo definitivo dal momento che il diritto di riscatto era stato fissato al prezzo simbolico di mille euro. Alla fine erano tutti contenti: Spinelli che sognava il tridente Tavano-Lucarelli-Diamanti, il Parma che chiudeva una storia d’amore mai nata oltre ovviamente al calciatore stesso. Nella tarda serata s’è chiarito il nodo del contendere: occorre subito premettere che Lucarelli ed il suo ingaggio non c’entrano nulla, il problema è legato ai rapporti tra Pallavicino, il Parma ed il Livorno. Nel contratto di Lucarelli è previsto che la procura di Pallavicino costi 200.000 euro da suddividere equamente tra Parma e Livorno ma la società emiliana sostiene che i suoi doveri verso l’agente riguardassero solo il periodo in cui il giocatore fosse rimasto al Parma. Pallavicino si sarebbe accontentato di percepire 50.000 euro in meno dal Parma, ma alla fine nè i ducali nè il Livorno hanno voluto risolvere il problema. Non sono comunque esclusi colpi di scena. Se fosse dipeso da Cristiano lui avrebbe anche potuto mandare in onda il sequel di “tenetevi il miliardo”, magari rinunciando ad una cifra inferiore rispetto al grande sacrificio di sei anni fa, ma non è stato così perchè oggi a Livorno s’è girato un altro film, “quel maledetto venerdì”.