
Football Manager è un’ottima palestra per chi vuole imparare le leggi del calciomercato: la realtà, a volerla guardare a fondo (ma in verità non serve neanche così tanta attenzione, considerato come saltano immediatamente agli occhi certi meccanismi), non è poi dissimile dal famoso manageriale.
Cosa ci insegna il calciomercato? Credo che la questione più importante, ed anche la più facile da apprendere, sia una solamente: i calciatori ritenuti fondamentali sono molto più difficili da acquistare di quelli cedibili! Il ragionamento non fa una piega: chi vuole trattenere ipervaluta, chi vuole cedere svende. Ed è per questo che poi, anche quando ci si rivolge alle “piccole” per comprare la loro “punta di diamante”, vengono sparate cifre spropositate, ed anche calciatori semplicemente buoni o addirittura mediocri vedono il valore del loro cartellino lievitare come impasto di pizza. Perché, mi domando io, incaponirsi su obiettivi mirati, talvolta di neanche elevato spessore, piuttosto che aspettare che il “supermarket” del calciomercato apra? Si, il supermarket, la “svendita” di campioni operata puntualmente e regolarmente ogni anno dalle più grandi squadre d’Europa – su tutte le spagnole – che si rinnovano, investono, spendono e spandono e poi, per recuperare parte di ciò che è stato scialacquato, mettono sul mercato campioni su campioni, esposti in vetrina col cartello “saldi”. Ogni anno ci scappa l’affare. La Roma, in Italia, è quella che ne ha approfittato di più, con gli acquisti, negli ultimi anni, di Cicnho, Giuly e Baptista, ma su tutti l’affare più evidente ed incredibile è stato quello della Sampdoria, che ha acquistato Cassano per una manciata di monete. “Fantantonio” è tornato il fenomeno che tutti conoscevano, ed ora i blucerchiati si trovano in squadra il più forte calciatore italiano, un campione che, in quanto a talento, non ha nulla da invidiare ai vari Messi, Cristiano Ronaldo e Kaka.
Anche quest’anno, c’era da aspettarselo, iniziano i “3×2”. A proporli sono quegli spendaccioni delle “merengues”, i quali, dopo aver investito oltre 200 Ml (e hanno ancora un paio di acquisti da compiere), si ritrovano con una rosa di 35 elementi, dei quali una decina partiranno…e che elementi!!! Andrà via, tra gli altri, in pratica tutta la nazionale olandese: Huntelaar, Van Nistelrooy, Sneijder, Van der Vaart, Robben, Drenthe. Fior di campioni con le valige in mano ed in cerca di una nuova avventura che rilanci la loro carriera gloriosa. Fior di campioni valutati molto meno del loro reale valore, il cui prezzo è di certo ulteriormente trattabile perché il Real vuole monetizzare…sono questi gli affari del calciomercato! L’intoppo? Sono campioni, e dall’ingaggio molto elevato: non tutti possono ambire a tali calciatori, c’è bisogno di una società il cui nome risuoni nel mondo del calcio con veemenza e di un budget che permetta di andare in contro alle loro esigenze economiche.
Il Napoli queste credenziali le ha…e allora mi chiedo: perchè Marino si è sempre affannato, con giganti gocce di sudore che gli ricoprivano il “frontone” pelato, a cercare di intavolare e concludere trattative per calciatori considerati nelle reciproche formazioni indispensabili, andando quindi a spendere per ciascuno un piccolo patrimonio, invece di approfittare, come un rapace dall’occhio lungo che scorge a immense distanze prede indifese e carcasse già offerte, di campioni su campioni posti dai propri clubs in prima fila tra i partenti, ed indifesi alle offerte di chi li brama avidamente? È solo una questione di ingaggio? E non importa poi se si aprono trattative per Pellissier sulla base di 12 Ml, per Pozzi sulla base di 10…ed anche per il “bianconiglio”, il cui valore è eccessivo solo perché ritenuto incedibile dal “paese delle meraviglie”?
Questi sono i misteri del mercato e soprattutto del Napoli, che ha acquistato calciatori gettando via milioni e non pagandoli assolutamente poco e che poi, adesso, ricerca Cassano dovendo pagare sull’unghia milioni su milioni quando due anni fa poteva prenderlo (e l’avrebbe preso) pagandolo quanto una busta di patatine! E se la Roma, come sembra, in preda ad una crisi economica da far rabbrividire, si rivolgesse al Real per richiedere tre o quattro elementi in prestito, magari con diritto di riscatto, costruendo così, senza neanche un euro, una formazione che può ancora competere ai vertici del campionato, perché il Napoli si è svenato, avendo speso già 50 Ml (ed altri ne spenderà) per acquistare giocatori di livello certamente inferiore (Quagliarella a parte)?
Misteri del calciomercato durante il sogno di un supermarket di mezza estate…
di Emanuele Gargiulo