
Mantova 5: la delusione della stagione. Il problema è che non si capisce se abbiano deluso più i giocatori o la società. Di certo il presidente Lori ed il ds Magalini hanno perso qualche colpo dopo la delusione di due anni fa: da Fiore a Locatelli fino all’ingaggio di Costacurta come allenatore, si è badato più all’apparenza che alla sostanza. Teoricamente tuttavia si era scelto il basso profilo in estate con la conferma di Brucato: alla fine della fiera il tecnico piemontese è stato il meno peggio dei tre che si sono alternati sulla panchina virgiliana. Privo di grandi esperienze da allenatore, il suo Mantova non giocava malissimo, la sua colpa semmai è l’essersi intestardito sulla coesistenza Godeas-Corona. L’ex capocannoniere ha pagato la confusione tattica con una stagione da dimenticare. Ma chi ha sostituito Brucato ha fatto più danni della grandine: da Costacurta a Somma la squadra ha subito un crollo lento ma inesorabile fino a ritrovarsi seriamente inguaiata dopo la sconfitta di Modena a quattro giornate dalla fine. Un calendario agevole ha garantito la salvezza: con il tandem giovane Michele Serena allenatore – Paolo Poggi assistente tecnico si volta pagina. Sperando di non abbandonare le ambizioni.
Modena 7.5: dalla delusione alla miracolata. I canarini del presidente Amadei hanno centrato una salvezza da scrivere tra le pagine più belle della storia del calcio locale. Ora tutti i meriti andranno, giustamente, ad Apolloni che ha sostituito Zoratto e rinvigorito la squadra con pochi accorgimenti (su tutti la difesa a tre) ma al tecnico che ha cominciato la stagione va data qualche attenuante come il tira e molla per la cessione della società, un giorno immininente e quello dopo rinviata. E poi gli infortuni: Pinardi è rientrato alla fine dell’inverno e la squadra ha cominciato a cambiare marcia. Attacco da playoff, difesa da Seconda Divisione: Apolloni ha trovato l’equilibrio giusto agguantando la salvezza senza playout. Ora con l’ingresso di nuovi soci bisognerà stare attenti al Modena che verrà: si ricomincia a sognare?
Salernitana 5.5: tre cambi di allenatore, una montagna di giocatori comprati e ceduti. La salvezza è arrivata, ma a quale prezzo. Benvenuti alla fiera dei sogni: in estate tante promesse, in inverno una squadra che era un pianto. Castori, Mutti, Castori, Brini: alla fine per mantenere la categoria si è dovuti tornare dal tecnico della promozione ed alle sue intuizioni, come quella di puntare su Massimo Ganci, uomo-salvezza insieme ad un calendario a dir poco morbido nelle ultime partite. Il presidente Lombardi aveva quest’anno l’alibi della prima stagione in B: ma l’appassionato pubblico dell’”Arechi” merita programmi un pò più chiari per la prossima stagione.
Ascoli 6.5: se il Modena è miracolato, l’Ascoli deve aver vissuto dentro un incubo. Ultimo e senza stipendi all’inizio di dicembre, quasi in corsa per i playoff ad un mese dalla fine del campionato: dov’è l’errore? In entrambe le situazioni: perchè l’Ascoli di Di Costanzo e Chiarenza non era così brutto da meritare l’ultima posizione, ha pagato la sfortuna ed una difficile situazione societaria. Poi la voglia di riscatto di Colomba dopo esperienze negative e di un gruppo che valeva almeno la metà classifica hanno prodotto una rimonta sensazionale: trentasette punti in dodici partite, dalla vittoria sull’Empoli alla sconfitta di Parma, che ha fatto cadere i sogni di playoff prima che nascessero segnando anzi l’inizio di un brutto finale con tante sconfitte ed una salvezza arrivata solo all’ultima giornata. In mezzo però si è visto anche bel calcio con tanti giovani, su tutti Edgar Cani, ed una grande voglia di mettersi in evidenza. Dopo l’impresa Colomba ha salutato: sulla panchina arriva Alessandro Pane, un altro che ha tanta voglia di far parlare di sè.
Cittadella 7.5: doveva essere la vittima sacrificale, si è trasformata nella squadra simpatia capace anche di mostrare un bel calcio. Al terzo campionato di B, i veneti centrano una salvezza insperata: l’organico giovane e senza picchi di qualità, la lontananza dal “Tombolato” fino a novembre, un allenatore che si riaffacciava alla B dopo qualche anno, tante erano le incognite sul “Citta”. Ed invece Foscarini ed i suoi hanno realizzato un’impresa eccezionale: Meggiorini ma non solo, questa è stata la salvezza dell’organizzazione di gioco voluta dal tecnico, del portiere quarantenne Pierobon, del metronomo Iori e della società che ha sempre avuto fiducia nel tecnico. Foscarini ha accettato di rimanere per entrare nella storia: perchè tre campionati di fila in B a Cittadella non li hanno mai visti.
Ancona 6.5: altra squadra costretta a convivere con una situazione societaria confusa. Eppure il mister Monaco ed i giocatori sono stati capaci di rimanere sempre fuori dalle tensioni ed in campo i risultati si sono visti. Al “Del Conero” sono cadute Brescia e Parma, il Livorno ha pareggiato nel finale mentre l’Empoli è stato addirittura sconfitto a domicilio. Sono solo alcune delle date da ricordare della stagione dei dorici ma la salvezza è arrivata solo allo spareggio contro il Rimini perchè alla lunga la squadra ha pagato la poca chiarezza in società e la mancanza di rinforzi a gennaio. Monaco ha visto macchiare dall’esonero un lavoro eccezionale ma alla fine nella partita perfetta impostata da Salvioni nel playout di ritorno a Rimini c’è anche tanto del lavoro del tecnico della promozione. Alle reti c’ha pensato Salvatore Mastronunzio, destinato a piazze più importanti ma solo dopo aver contribuito ad una salvezza strameritata. Ora serve chiarezza dietro la scrivania per non perdere il ritrovato affetto della gente.