
Sembra incredibile ma anche il campionato di B è terminato. È proprio tempo di vacanze, allora, se per due mesi anche i calciatori cadetti potranno mettere da parte scarpette e pantaloncini. Ma prima di congedarci da un’edizione così emozionante ed incerta, diamo un pò di voti. Abbiamo suddiviso le ventidue protagoniste in quattro fasce: promosse, sconfitte ai play-off, retrocesse e le altre. Si parte…
Promosse:
Bari 8.5: la perfezione non è di questa terra ma il Bari 2008-’09 ci è andato molto vicino. Completato un percorso iniziato nel dicembre 2008 con l’arrivo sulla panchina di Antonio Conte, la squadra si è dimostrata un diesel irresistibile lasciando sul campo tutte le rivali e ritrovando la serie A dopo otto anni. E pensare che in estate solo il pensiero di centrare i play-off era considerato un sogno: gettati i semi nel girone d’andata quando non sono mancati gli alti e bassi e le salutari sconfitte (vedi Empoli), la squadra è via via cresciuta identificandosi nel 4-2-4 di Conte e mettendo le ali a gennaio, anche grazie all’innesto di Guberti, che con nove reti in un girone si è confermato per sbaglio in serie B. Una difesa impermeabile ma anche una linea mediana capace di fare filtro ed assistere gli esterni, l’arma vincente della squadra. Barreto ha solo sfiorato il titolo di capocannoniere ma poco importa, il brasiliano ed i suoi compagni hanno dato spettacolo in casa come in trasferta trasferendo sul campo la mentalità vincente del proprio allenatore. Da Parma a Trieste fino a Sassuolo, tanti sono i campi in cui il Bari ha saputo lasciare tracce della propria organizzazione. E dopo un simile digiuno di grande calcio, le prime mosse di mercato fanno capire che società, tifosi e giocatori hanno tanta voglia di far parlare di loro per diverso tempo anche in serie A.
Parma 7.5: l’obiettivo è stato centrato, come il Bari. Ed al primo anno, non come il Bari. Tuttavia non è per i quattro punti in meno nella classifica finale che gli emiliani si sono meritati il voto in meno rispetto ai pugliesi. Se infatti tra vent’anni si dirà che l’esperienza in B del Parma è stata una toccata e fuga, nell’immediato non si può negare che si poteva e doveva fare meglio. Il presidente Ghirardi ha sbagliato tanto nei suoi primi due anni di gestione e la retrocessione è stato un prezzo salato: neppure quella, tuttavia, è servita al numero uno della società gialloblù per scontare il noviziato. L’allestimento dell’organico e la scelta dell’allenatore incaricato di riportare subito in A il Parma non è infatti stata impeccabile: Cagni ha pagato subito per tutti, Guidolin ha rimesso lentamente a posto le cose ma se i numeri parlano chiaro (solo tre sconfitte con il nuovo tecnico, squadra imbattuta da gennaio), i fatti hanno invece mostrato una squadra che ha fatto troppa fatica per imporre il proprio gioco, schiava dei continui cambiamenti di modulo (difesa a tre o a quattro?) e di un centrocampo povero di idee. La promozione è arrivata anche per la pochezza altrui ma anche questo è un merito: in A sarà però lecito aspettarsi di più.
Livorno 7: tutto è bene quel che finisce bene. Dopo aver rischiato di buttare al vento una superiorità tecnica sulle rivali imbarazzanti, il Livorno torna in serie A dopo un solo anno di purgatorio ma lo fa percorrendo la strada più difficile, quella dei play-off, e lasciando per strada un tecnico preparato come Leo Acori, che ha pagato la strana flessione primaverile nonchè l’unico vero limite dell’organico, l’assenza di una prima punta degna di tal nome. Ma con una rosa del genere non puoi restare in testa alla classifica solo per un mese, a febbraio, ed allora anche Acori ha sbagliato qualcosa; neppure la coppia da sballo Diamanti-Tavano, due che in B non ci giocheranno più, è bastata a mascherare il crollo della seconda parte del campionato, costato il posto ad Acori. Quando ormai tutto sembrava perduto c’ha pensato Gennarino Ruotolo a ricaricare le teste dei giocatori: il tempo per spaventarsi di brutto nella semifinale di andata dei playoff a Grosseto poi la logica ha avuto la meglio ed il Livorno è andato a far compagnia alle altre due regine. Ora si apre il capitolo mercato, ed anche quello dell’allenatore, per non ricadere subito in B.