
Per alcune squadre (leggi Roma) è quasi tempo di finire le vacanze: tra due settimane si parte per la nuova stagione. Per Brescia e Livorno invece devono ancora finire le fatiche iniziate lo scorso 30 agosto: ora o mai più, va in scena questa sera alle 21 all’Ardenza la finale di ritorno dei playoff, ultimo atto di un campionato di B che ricorderemo per un pezzo.
Non c’è più tempo per i calcoli nè per amministrare le forze: 90′ o 180′ in caso di pareggio al termine dei tempi regolamentari e poi si saprà per chi sabato 20 giugno sarà un giorno da ricordare e per chi invece coinciderà con un incubo, la fine più atroce del sogno e l’inizio di un futuro tutto da scrivere. Perchè per entrambe le squadre serie A vuol dire vita, soprattutto dal punto di vista economico: da questo punto di vista sta meglio il Livorno, neo-retrocesso mentre per il Brescia fallire il quarto assalto alla promozione sarebbe una mazzata forse definitiva alla pur grande voglia del presidente Corioni di tornare nell’élite del calcio italiano. Si parte dal 2-2 del “Rigamonti” di domenica scorsa: al Livorno dunque basterà un pareggio per festeggiare tredici mesi dopo la retrocessione ma state certi che di calcoli non ne farà nessuno. Non può farli il Brescia, che deve solo vincere, ma non li farà neppure la squadra di Ruotolo che proprio per troppo attendismo ha subito la rimonta dal 2-0 al 2-2 nella gara d’andata, dopo aver toccato la A con una partita d’anticipo. Le condizioni fisiche ovviamente precarie di entrambe le squadre, reduci da una stagione massacrante e da partite di playoff giocate a distanze ravvicinatissime potranno fare la differenza: il Brescia sembra stare meglio soprattutto dopo l’arrivo di Cavasin ma ormai la rabbia conterà più delle gambe. Nel Brescia formazione più equilibrata rispetto all’azzardo tentato all’andata con quattro attaccanti: Baronio non ce la fa, Taddei ispirerà la coppia Caracciolo-Possanzini, dubbio Rispoli-Zambelli. Nel Livorno tornerà De Lucia tra i pali, mentre la paura per gli acciacchi di Diamanti è passata in fretta. Nessuno vuole perdere l’ultimo atto: ed allora che si alzi il sipario.