Leonardo: “Sarò un gestore, preferisco il calcio offensivo” | eCalcio Blog – Calcio Blog

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Leonardo: “Sarò un gestore, preferisco il calcio offensivo”

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“Voglio innanzitutto sottolineare il grande affetto che mi lega al Milan” esordisce Leonardo. “E’ una grandissima avventura, un giorno speciale, una situazione completamente diversa da quello che sognavo da bambino. Sono in questa società da 12 anni, ripartire dopo Carlo è una cosa ancora più importante. C’era un rapporto speciale fra noi, domenica è stata una giornata straordinaria. C’era grande complicità fra lui e i giocatori, che domenica hanno pianto per il suo addio. Eravamo e siamo tanti uniti: io, lui e la società. E così abbiamo raggiunto l’obiettivo della qualificazione alla Champions. Ora servono umiltà e voglia di fare”.

Leonardo, le sue dichiarazione degli ultimi tempi erano strategiche, già concordate, o erano il frutto di alcune sue perplessità?

“Fino a sei mesi fa non avevo idea che sarei potuto diventare allenatore, ero molto legato a Carlo e non pensavo ad una successione a breve. Dopo sì, le cose si sono sviluppate in questa direzione. Ma ogni cosa è stata decisa insieme, dovevamo fare così. C’è stato il momento della discussione, dei dubbi, poi siamo giunti a questa conclusione. Perplessità personali? E’ normale, cambio ruolo rispetto al passato, dunque cambio anche vita. Ma credo che siamo riusciti a chiudere e ricominciare un capitolo nel modo migliore”.

Galliani, perché si è scelto di non proseguire con Ancelotti? Dipende dalla gestione di Ronaldinho?

“Lo scorso anno abbiamo vinto il Mondiale per club, quest’anno abbiamo fatto un ottimo campionato, raggiungendo l’obiettivo che ci eravamo prefissati, arrivando terzi ma a pari punti con la seconda. Poi abbiamo iniziato a discutere se continuare o separarci. L’accordo era di decidere a fine campionato. L’utilizzo o meno di Ronaldinho è una scelta che compete all’allenatore, una scelta come le altre. Non c’entra nulla con quanto poi abbiamo stabilito. E’ una decisione presa cammin facendo. Io sapevo che Carlo aveva un pre-accordo col Chelsea, subordinato alla risoluzione del contratto col Milan. Io sapevo tutto dal primo giorno. Ancelotti non ha mai chiesto un prolungamento o un aumento dell’ingaggio per rimanere. Il nostro rapporto stupendo non è mai stato incrinato da nulla”.

Leonardo, come vive il paragone con Capello?

“Credo che sia normale. E’ stata una scelta in stile Milan. Mi auguro che sia una scelta vincente come le altre. Conterò molto sul lavoro sul campo di Mauro Tassotti, anche negli allenamenti. Abbiamo bisogno di stimoli e nuove energie. Credo sia molto positivo avere alle spalle una struttura che conosce perfettamente l’universo Milan, abbiamo un bagaglio di dati e informazioni che possiamo utilizzare al meglio. Mi considero quasi un ‘gestore’, all’interno di un’azienda che ha la sua linea. Possiamo crescere ancora molto, sia dal punto di vista fisico, che da quello tecnico-tattico. E io mi sento a capo di questa struttura”.

Galliani, è previsto che qualcuno subentri a Leonardo nel ruolo da dirigente che aveva prima?

“No, così risparmiamo uno stipendio (sorride, ndr). Leonardo manterrà la sua scrivania in sede, anche se adesso chiaramente dovrà pensare soprattutto a fare l’allenatore”.

Leonardo, il primo impegno sarà quello di trattenere Kakà…

“Non vedo nulla di strano nel fatto che sia un uomo mercato, è normale viste le qualità che ha. Mi auguro che rimanga qui con noi”.

Leonardo, chi la affiancherà?

“Il viceallenatore è Tassotti, il preparatore atletico è Tognaccini. Voglio fare una preparazione atletica nuova, impostata già sul lavoro con la palla. Voglio allenamenti mirati, per avere una squadra veloce e abile nel possesso palla. Poi vogliamo due ‘tattici’, due persone che portino a me e Tassotti informazioni ‘scientifiche’ su cui io e Tassotti lavoreremo. saranno probabilmente Castellazzi e Maldera. Poi resteranno Vecchi e Fiori come allenatori dei portieri”.

Galliani, cosa dice lei sul caso Kakà?

“Non c’è dubbio che Kakà sia l’oggetto del desiderio di due dei più grandi club d’uropa, così come lo è Pato. Cercheremo di resistere all’assalto di club che fatturano più di noi e che possono godere di aliquote fiscali più vantaggiose. A parità di lordo, in Spagna un calciatore può godere di un netto superiore del 50% rispetto a quello che percepirebbe di noi. Dieci anni fa Messi e Cristiano Ronaldo avrebbero giocato in Italia, oggi nessuno pensa neanche lontanamente che questo possa accadere. Questo è un problema che va risolto, c’è concorrenza sleale. Abbiamo anche stadi vecchi. Se continuiamo così diventeremo un piccolo campionato. Per questo quello di Kakà e Pato è un problema più ampio. Ad un grande giocatore devi saper garantire determinati stipendi. Su Kakà comunque non c’è nulla di nuovo, mi auguro che il finale sia lo stesso visto negli anni passati”.

Galliani, che mercato farà il Milan?

“Il nuovo allenatore si è insediato da 35 minuti, dovremo innanzitutto stabilire il modulo tattico, poi io e Braida andremo in giro a cercare di soddisfare i desiderata del tecnico. Non abbiamo certo perso tempo finora. Ora faremo il possibile, con un occhio al cuore, un occhio ai bilanci e uno alle esigenze tecniche”.

Leonardo, messaggi da Ancelotti e da Berlusconi?

“Carlo mi ha stimolato tantissimo a vivere questa nuova esperienza. Il presidente è sempre vicino, è un leader che sogna, ed è quello che ci vuole. Mi ha trasmesso grande fiducia e convinzione”.

Leonardo, ha già in mente un modulo?

“Innanzitutto, come dicevo, vogliamo lavorare più scientificamente sulla tattica, nostra e degli avversari. Il modulo sarà molto legato a quello che avremo a disposizione. Sicuramente c’è una base, il 4-3-1-2 che è la nostra identità da tanto tempo. Io penso ad un gioco offensivo, che diverta. Voglio sfruttare al meglio il talento dei miei giocatori”.

Galliani, su Kakà in questi mesi è cambiato qualcosa?

“Sei mesi fa l’offerta c’è stata e lo sapete, ora di offerte non ce ne sono. Solo manifestazioni di interesse da parte di top club europei”.

Leonardo, a quale squadra pensa di ispirarsi?

“La gente vuole un gioco offensivo. Ma ci vuole anche consistenza ed equilibrio, in modo che ogni giocatore possa dare il meglio. Tutto parte da una base solida”.

Leonardo, forse ultimamente si cercano allenatori diversi dal passato?

“Un’evoluzione c’è sempre, ma non credo che in Italia si possa pensare a figure diverse. Il mio percorso è un po’ diverso, perché vengo da un ruolo dirigenziale nell’area tecnica, ma adesso cambierò ruolo. In Italia non esiste la figura del manager. L’arrivo di Mourinho in Italia può portare qualcosa di nuovo, ma la figura dell’allenatore in Italia resta quella”.

Leonardo, chi sono i migliori allenatori? Qual è la squadra migliore che abbia mai visto giocare? Cosa pensa di Ronaldinho?

“La squadra più bella che ho visto giocare è stata il Brasile del 1982, anche se non ha vinto il Mondiale. Quella squadra per me è un riferimento. Ronaldinho è arrivato con tanto entusiasmo, dopo qualche delusione al Barcellona. Ha fatto sei mesi ottimi, poi ha avuto un piccolo infortunio e lì ha capito che in Italia bisogna far fatica per emergere al meglio, il talento non basta. Non ha vissuto bene questi ultimi mesi, perché ha giocato poco, ma ha tanta voglia. Il miglior allenatore? Secondo me Capello, una personalità fortissima, un punto di riferimento. Ancelotti è un grande nel capire i giocatori, costruire il rapporto e utilizzarli al meglio. Poi mi piacciono anche Hiddink e Mourinho, che è un grande comunicatore”.

Leonardo, cosa ha detto Berlusconi per convincerla? Serve più un difensore centrale o un attaccante?

“Io so che quando parla il presidente è come se parlasse Galliani e viceversa. E questo è il grande merito di questa società. Riguardo agli acquisti, bisogna fare valutazioni complessive”.

Leonardo, chi è il primo giocatore che vorrebbe? E quali giocatori le ha chiesto invece Ancelotti?

“La base c’è e sarà la stessa, poi possiamo ragionare su alcune pedine. Sulle fasce laterali abbiamo bisogno spinta, questo sì. I nomi verranno col tempo”.

Galliani, avevate pensato ad altre alternative ad Ancelotti? Offerte per Pirlo e Seedorf?

“L’alternativa ad Ancelotti è sempre stata Leonardo. Le uniche manifestazioni di interesse giunte a noi riguardano Pato e Kakà”.

Leonardo, che difficoltà pensa di incontrare durante la stagione?

“Innanzitutto il mio cambio di ruolo, devo capire come muovermi. Ma questo non mi spaventa. Mi sono chiesto se ero la persona giusta e penso di esserlo”.

Leonardo, le serve un pass speciale per allenare in Serie A?

“Ho già quello di terza categoria. Tra pochi giorni farò quello di seconda e una volta promosso potrò essere ammesso al master. Non avrò deroghe speciali perché l’aver partecipato a una fase finale mondiale, e avendola anche vinta, mi consentirà di potere allenare in Serie A. Non è una cosa creata appositamente per me, ma una regola che esiste e che ha dei precedenti”.

GALLIANI: “UN GRANDE ABBRACCIO A CARLO”
“Leonardo ha firmato un contratto biennale” annuncia Galliani aprendo la conferenza stampa, “ma prima di dare la parola al nostro nuovo allenatore voglio ringraziare Carlo Ancelotti e ricordare lo straordinario rapporto che abbiamo avuto con lui, prima da calciatore e poi in questi anni da allenatore. Di comune accordo, un paio di mesi fa abbiamo deciso che alla fine del campionato avremmo stabilito il futuro. Tutto quello che ha detto Carlo in questo periodo era concordato con la società. Abbiamo tutelato la squadra, portandola all’obiettivo che ci eravamo prefissati”.

“Vedere Carlo con la maglia del Chelsea mi ha emozionato, posso dire di essere sotto choc da domenica pomeriggio” prosegue Galliani. “C’era Gattuso a fianco a me negli spogliatoi e aveva le lacrime agli occhi. Ma la vita continua e io auguro a Leonardo di vivere otto anni così. La scelta presa è la scelta della società. Non esiste una volonta di Berlusconi e una volontà di Galliani, ogni soluzione è una soluzione concordata. Con Leo vogliamo ripercorrere la strada percorsa con Capello, grande giocatore del Milan, poi grande dirigente, infine grande allenatore. Quando presentammo Capello i giornali scrissero cose terribili, definendolo il maggiordomo di Berlusconi. In questo Leo è molto più fortunato, nessuno ha mai osato definirlo così. Capello vinse quattro scudetti in cinque anni, disputando tre finali di Champions consecutive. Quindi questa società ha sbagliato molto meno delle altre a livello di allenatori. Anche Sacchi all’epoca in cui venne al Milan non aveva mai allenato in A. Leo è una persona intelligente, che sa tenere il rapporto con i giocatori. Deve svolgere il suo compito al meglio. Da parte nostra un grande augurio”.


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