
Palermo e Cagliari hanno un obiettivo comune: vincere per sperare in un posto in Coppa Uefa. Con queste premesse è normale che la sfida del “Barbera” si presenti come una partita aperta e divertente. Se a ciò aggiungiamo che le due squadre, per manifesta filosofia di vita dei due allenatori, hanno nel gioco offensivo e nella capacità di produrre spettacolo uno dei loro marchi di fabbrica è inevitabile che fin da subito siano gli attacchi ad avere la meglio sulle difese.
Il Palermo esce meglio dai blocchi anche grazie ai suoi fini palleggiatori quali sono Miccoli, Liverani e Simplicio, ma è il Cagliari, a sfiorare per primo il vantaggio con Lazzari che al 7′ colpisce un palo clamoroso ad Amelia battuto. Fallita l’occasione il Cagliari sparisce dal campo e immediata arriva la risposta del Palermo che avanza a folate arrabbiato come un cane che è appena stato svegliato: al 15′ rabona da playstation di Miccoli che smarca Balzaretti ma il laterale tutto solo spreca malamente, due minuti più tardi è lo stesso Miccoli a sfiorare il gol, infine Cavani al 21′ colpisce il palo.
Al quarto tentativo il Palermo passa meritatamente con Migliaccio che insacca al 29′ su corner di Liverani. Per il raddoppio è solo questione di tempo: in campo c’è solo il Palermo e Miccoli entusiasma tutto lo stadio trovando un gol da urlo su punizione al minuto 38. Il duplice fischio di Celi arriva, così, come una benedizione per un Cagliari letteralmente in bambola per tutta la prima frazione di gioco.
Il secondo tempo comincia in maniera scoppiettante: al 3′ Jeda insacca di testa punendo di fatto l’unico errore del duo Kjaer-Migliaccio riaprendo, così, la sfida. Chi di testa ferisce, però, di testa perisce e così Tedesco ristabilisce le distanze dando la terza delusione della giornata ai sardi quando il cronometro della ripresa segna il minuto 5. Alla sagra del gol, però, manca ancora un invitato, Cavani, che si prende la ribalta siglando il 4-1 ribadendo in rete da pochi passi al 12° il rinvio di Astori.
Anche in vantaggio di tre reti il Palermo non alza il piede dall’acceleratore, i sardi fanno quello che possono per limitare i danni, ma rischiano più volte l’imbarcata ancora per mano dello scatenato Miccoli, di Cavani e di Simplicio. Fortuna per i sardi vuole che Ballardini, anche se dalla tribuna, ordini ai suoi fermarsi e così gli ultimi 20 minuti scorrono via tranquilli con i rossoblu che aspettano come manna dal cielo il triplice fischio di Celi e i rosanero che optano per l’accademia tra gli olè del pubblico. Al 42′ arriva l’ultimo sussulto con Succi che sigla il quinto gol e, così, dopo novanta minuti di superiorità in tutti i reparti il Palermo si impone meritatamente per 5-1.