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Bundesliga:buona la prima per Heynckes

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Nessuna sorpresa in quello che era il Big-Match del Sabato della Trentesima Giornata di Bundesliga.Il Wolfsburg difatti, che era reduce dalla sconfitta di Cottbus dopo un exploit di dieci vittorie consecutive, torna al suo solito ritmo e schianta l’Hoffenheim con un perentorio quattro a zero maturato tutto nella ripresa. Gli uomini di Ralf Rangnick (che adesso portano a dodici i turni senza successi) tuttavia si presentano alla “Volkswagen Arena” con il loro consueto atteggiamento che ormai gli accompagna dall’inizio del campionato ovvero quello di giocarsi la partita a viso aperto, qualunque sia l’avversario. E per un pò ci riescono pure, salvo poi crollare anche a causa delle tante assenze importanti. Quando le due squadre fanno il loro ingresso sul terreno di gioco, la scena è tutta per Felix Magath. Il tecnico tedesco infatti sembra ormai ad un passo dall’accettare la proposta dello Schalke in vista della prossima stagione e tutto ciò ha creato qualche malumore tra la tifoseria, che ha esposto alcuni striscioni polemici contro di lui ma anche contro il club, reo di non avere in alcun modo (almeno fino a qui) tentato di controbattere l’offerta giunta da Gelsenkirchen. Parlando di calcio giocato, si assiste ad una fase di studio che dura all’incirca per tutti i primi venti minuti e andando a danno dello spettacolo. Ma al 24′ (dopo che in precedenza al 21′ Boubacar Sanogo aveva preferito servire malamente un compagno al centro dall’area sprecando il tutto da ottima posizione anziche calciare direttamente in porta) servono subito gli eccellenti riflessi di Diego Benaglio a sventare miracolosamente la zuccata da distanza ravvicinata di Demba Ba. I primi quaranta minuti circa non verranno certo ricordati nella storia della Bundesliga come i più emozionanti (si segnala solo un tap in mancato di Grafite dopo un’azione di calcio d’angolo) ma attorno al 37′ i padroni di casa si portano finalmente in avanti e solo un grande Timo Hildebrand riuscirà a far concludere ai suoi in parità la prima frazione. Al minuto sopracitato Christian Gentner riceve il pallone dopo una spizzata involontaria di Demba Ba su un tiro dalla bandierina ed in semi-acrobazia costringe l’estremo difensore delle “Alci” (autore oggi di una buonissima prestazione e totalmente incolpevole sui gol degli avversari) a sventare il tutto sopra la traversa. L’Hoffenheim al 39′ ci prova in contropiede con Sejad Salihovic che lancia molto bene in profondità Demba Ba, il quale si divora il tutto calciando in maniera sbilenca sul fondo. Sul ribaltameno di fronte, al 40′, a tentare di spezzare l’incantesimo ci prova Zvjezdan Misimovic che da posizione decentrata, trova una sassata tesa sul secondo palo dove Timo Hildebrand risponde in modo grandioso con la mano destra. Proprio come allo “Stadion der Freundschaft” Domenica scorsa, il pallone per il Wolfsburg sembra proprio non voler entrare in fondo al sacco. Un’ulteriore conferma la abbiamo al 46′ (nel primo minuto di recupero) quando Edin Dzeko appoggia per Grafite che si gira molto bene e centra il palo a Timo Hildebrand battuto: sulla respinta si avventa Zvjezdan Misimovic ma l’ex Stuttgart neutralizza nuovamente la sua conclusione.

 

Ad inizio ripresa è ancora la capolista a rendersi pericolosa al 49′. Bravissimo Marcel Schäfer a resistere alla carica di Andreas Beck e ad esibirsi con un destro rasoterra (che peraltro non è il suo piede preferito) uscito sull’esterno della rete. Al 55′ c’è l’ultimo sussulto dei biancoblu prima che si scateni la furia offensiva del miglior attacco del torneo. Dopo un rimpallo infatti Boubacar Sanogo tenta un destro in pallonetto riuscendo a dare ad esso pure una discreta potenza ma trovando puntuale la smanacciata del portiere svizzero Diego Benaglio, ormai di gran lunga il migliore (assieme a Robert Enke) nel suo ruolo in questa stagione in Germania. Dieci minuti più tardi il Wolfsburg sblocca la situazione e lo fa con uno dei suoi gioielli ovvero Edin Dzeko. Il centravanti bosniaco viene servito da un fortunoso rimpallo sulla trequarti campo tra Zvjezdan Misimovic e Boubacar Sanogo, e a tu per tu con Timo Hildebrand non sbaglia fulminandolo sul primo palo con un preciso sinistro. Edin Dzeko si ripete pure al 74′, stavolta con la collaborazione di Grafite che fugge via sulla fascia destra e lo pesca al centro dell’area per il tocco facile facile sotto misura. Con l’Hoffenheim ormai alle corde gli uomini di Felix Magath vogliono migliorare ulteriormente la loro differenza reti e se al 77′ il diagonale di Edin Dzeko trova la risposta pronta di Timo Hildebrand, al 78′ è implacabile nel trafiggere lo stesso al volo su assist di Grafite. Il capocannoniere del campionato (che adesso sente il fiato sul collo in classifica proprio del suo compagno di reparto) troverà anch’esso gloria all’89′ spiazzando Timo Hildebrand dal dischetto del calcio di rigore, causato dal fallo di Andreas Beck (espulso in questa circostanza dall’arbitro Peter Gagelmann per doppia ammonizione) su Marcel Schäfer. Termina dunque in festa un pomeriggio che per il Wolfsburg era iniziato con qualche tensione ma che invece è finito con l’ennesima prova di forza, specialmente delle due punte Grafite ed Edin Dzeko, capaci di segnare qualcosa come quarantadue gol.
C’era grande attesa all’Allianz Arena per la prima uscita stagionale del Bayern dopo l’esonero di Jürgen Klinsmann. Ebbene sotto la guida di una delle leggende viventi del Calcio Tedesco, Jupp Heynckes, i Campioni di Germania hanno svolto al meglio il loro compito ed hanno portato a casa la partita grazie al due a uno rifilato al Borussia M’gladbach, per un punteggio finale decisamente bugiardo e che sarebbe potuto essere ben più largo. Come annunciato alla vigilia, il nuovo trainer bavarese opta per un attacco a due punte con Lukas Podolski ad affiancare Luca Toni. Non si sentirà affatto la mancanza (anche se tuttavia l’impegno li vedeva opposti ad una compagine in piena zona retrocessione) di Franck Ribery, calciatore che ha mostrato un attaccamento alla maglia pari a zero e che oggi ha dovuto accomodarsi in tribuna dopo il cartellino rosso rimediato scioccamente contro lo Schalke nel passato weekend. Tra i “Fohlen” Hans Meyer rinuncia a sorpresa ad uno dei suoi migliori uomini ovvero Marko Marin (entrato soltanto ad un quarto d’ora dal termine) e opta per un modulo estremamente rinunciatario con il solo Karim Matmour completamente isolato in avanti. Fin dalle prime battute la supremazia dei padroni di casa è schiacciante ed è subito l’olandese Mark Van Bommel ad impensierire gli ospiti al 3′ svettando di testa sul cross su punizione di Ze Roberto. Al 9′ tocca a Lukas Podolski (pericoloso anche al 17′ dopo una bella discesa di Philipp Lahm sulla sinistra) concludere uno schema su punizione calciando di poco a lato del palo con un violentissimo mancino, prima che al 32′ un tiro dalla bandierina del brasiliano Ze Roberto venga corretto sul palo dalla perentoria incornata di Lucio. Sessanta secondi più tardi per i 69.000 spettatori dell’Allianz Arena arriva il meritato vantaggio ed a siglarlo è Bastian Schweinsteiger che, dopo il turno di riposo concessogli scelleratamente da Jürgen Klinsmann nell’ultimo ko con lo Schalke, sigla un gran bel gol spedendo la sfera sul secondo palo in scivolata sull’assist rasoterra di Luca Toni. Ma quando il Bayern dovrebbe a quel punto camminare sul velluto, il guaio lo combina al 38′ Jörg Butt. Il portiere che ha ormai preso stabilmente il posto di Michael Rensing (che le ultime voci di calciomercato vorrebbero all’Hannover per uno scambio “impari” con l’ottimo Robert Enke) non trattiene una punizione centrale dello statunitense Michael Bradley e dopo essersi fatto sfuggire il pallone di mano, va ad atterrare Roel Brouwers, che nel frattempo stava tentando di ribattere a rete, afferrandolo per le gambe: corretta la decisione dell’arbitro Babak Rafati che concede il penalty, poi trasformato dal capitano Filip Daems. Ma il Bayern non ci sta e riesce ad andare al riposo avanti per due a uno. E’ il 42′ ed Hamit Altintop, dopo aver controllato con qualche difficoltà il passaggio di Lukas Podolski, scaglia un destro terrificante che sbatte sul palo e va ad insaccarsi senza lasciare scampo a Logan Bailly. Pure nel Secondo Tempo i biancorossi si riversano in avanti e stavolta è Luca Toni ad essere protagonista (più nel male che nel bene) innazitutto con un sinistro di prima intenzione, dopo aver ricevuto il pallone da una sponda involontaria di Bastian Schweinsteiger, che Logan Bailly respinge sul primo palo. Poi il centravanti italiano fa anche perdere la pazienza al pubblico monacense (emblematica è l’immagine di un tifoso spazientito sulle gradinate dopo un suo errore) quando prima non riesce a correggere in rete da due passi (senza addirittura colpire neppure la sfera) un delizioso assist di Ze Roberto e poi quando al 62′ cerca il colpo di tacco a porta quasi sguarnita dopo un numero di Massimo Oddo (entrato al 46′ al posto di Christian Lell), facendosi scivolare la palla tra le gambe. Lo specchio Luca Toni lo centra con una zuccata sul traversone di Bastian Schweinsteiger ma puntuale è la risposta dell’estremo difensore belga Logan Bailly. Il Borussia M’gladbach non ha neanche la forza di abbozzare una reazione e l’unica uscita semiseria è di Michael Bradley, che al 77′ per via aerea non riesce a far di meglio che spedire abbondantemente alto. Visto il contemporaneo successo del Wolfsburg sull’Hoffenheim, sono molto importanti questi tre punti per il Bayern di Jupp Heynckes, ancora pienamente in lotta per il titolo e a tre lunghezze dalla vetta della graduatoria. Malissimo i bianconeroverdi, che aggiungono un altro punto di distacco dalla concorrenza e rischiano ormai seriamente di retrocedere direttamente senza prima potersi giocare almeno la carta dello spareggio con la terza della graduatoria in Zweite Liga.
Potrebbe concludersi tra mille rimpianti alla “Schüco Arena” di Bielefeld la folle rincorsa dello Stuttgart verso il sogno chiamato “Meister Schale”. Il due a due conclusivo lascia infatti l’amaro in bocca agli uomini di Markus Babbel, che avrebbero meritato di vincere ma che alla fine vengono puniti dalla scelta estiva di dare fiducia a Jens Lehmann, elemento che dichiara di voler tornare incredibilmente in Nazionale (ma Joachim Löw gli ha già in un certo senso chiuso la porta in faccia) e che anche oggi pomeriggio, seppur “indirettamente”, ne ha combinata un’altra delle sue dando di fatto il via al definitivo due a due dell’Arminia. Gli “Svevi” ritrovano Thomas Hitzlsperger e partono fortissimo, tanto che al 4′ sono già in vantaggio per uno a zero. Calcio d’angolo dalla destra proprio di quest’ultimo e primo colpo di testa di Khalid Boulahrouz che si infrange sul palo: sulla ribattuta si avventa il transalpino Matthieu Delpierre, la cui capocciata supera Dennis Eilhoff. A questo punto il Bielefeld esce dal suo guscio ed impensierisce a più riprese i rivali specialmente con Christopher Katongo. L’attaccante nativo dello Zambia al 17′ aggira il solito inguardabile Jens Lehmann e praticamente sulla linea respinge Matthieu Delpierre mentre alla mezz’ora firma il meritato assolo personale, grazie anche ad una paurosa distrazione della retroguardia ospite che lo lascia solo davanti al portiere e libero di trasformare con un preciso tocco di destro su assist di Robert Tesche. Per gli “Ostwestfalen” è il momento di azzardare addirittura un clamoroso sorpasso e sarà Daniel Halfar ad andarci vicinissimo al 31′ con un diagonale destro che esce veramente per un soffio. Al 35′ però lo Stuttgart da, almeno in apparenza, il colpo di grazia ai bianconeroazzurri quando Thomas Hitzlsperger dai venticinque metri (complice pure una deviazione di Thorben Marx) con una conclusione delle sue inganna Dennis Eilhoff, colpendo nell’ordine la parte inferiore della traversa e appunto la rete. Al 44′ Markus Babbel ed il suo staff si disperano perché Mario Gomez fa tutto benissimo aggirando Markus Bollmann e vedendo il suo destro incrociato da posizione defilata finire a lato del secondo palo per una questione di millimetri. Svanito il possibile tre a uno, al 48′ è Sami Khedira a fare i conti con Dennis Eilhoff, chiamandolo all’intervento con una bordata dalla distanza. Il Bielefeld di Michael Frontzeck può comunque recriminare per un netto calcio di rigore non assegnatoli dall’arbitro Felix Brych per un netto fallo in area ai danni del croato Andre Mijatovic. Il penalty il fischietto nativo di Monaco di Baviera lo concede all’Arminia al 68′. Tutto però nasce da un rinvio totalmente sballato dell’inguardabile Jens Lehmann: dalla successiva rimessa laterale Thorben Marx si invola a gran velocità nell’area di rigore sveva e viene inevitabilmente travolto da Thomas Hitzlsperger. Perfetta la decisione di Felix Brych di decretare il tiro dagli undici metri, dove il rumeno Vlad Munteanu (entrato pochi secondi prima) spiazza Jens Lehmann e sigla quello che sarà il definitivo due a due. Lo Stuttgart avrebbe perfino il pallone per firmare il tre a due a suo favore ma si capisce che non è proprio giornata quando Mario Gomez supera Dennis Eilhoff con il mancino ma trova soltanto il palo. Insomma se questo punto alla fin fine fa morale e muove la classifica per il Bielefeld (privo, ricordiamo, del polacco Artur Wichniarek), altrettanto non si può dire per il club del Baden-Württemberg, adesso distante ben cinque punti dalla capolista (anche se Sabato hanno lo scontro diretto alla “Mercedes Benz Arena” proprio contro il Wolfsburg) e che domani perderà sicuramente il terzo posto comunque vada a finire il big-match del “Volksparkstadion” tra l’Hamburg e l’Hertha.
Accompagnato da una marea di entusiasmo al “Waldstadion”, naturalmente gremito da 51.500 spettatori, il Borussia Dortmund fa un altro bel regalo ai suoi 10.000 tifosi giunti al seguito dalla Ruhr ed ottiene il suo sesto successo consecutivo, entrando nel folto club dei “cinquanta” con appunto cinquantadue punti, utili per coltivare ancora da qui alla fine del campionato qualche speranza di raggiungere una qualificazione ad un Coppa europea. Sul terreno di gioco non assisteremo ad un match bellissimo ma tant’è che le uniche vere occasioni da gol ce le hanno tutte i gialloneri, dinanzi ad un Frankfurt che solo grazie ai risultati favorevoli dagli altri campi può attutire questa grave battuta d’arresto. Una batosta senza lottare per i ragazzi di Friedhelm Funkel che già rischiano di andare subito sotto dopo appena 3′ se solo Alexander Frei, lanciato in profondità da Sebastian Kehl, avesse aggiustato la mira solo davanti a Markus Pröll. Lo stesso attaccante svizzero al 39′ fornisce a Nelson Valdez un invitante cross dalla fascia destra che il paraguaiano schiaccia molto bene di testa trovando però il miracolo di Markus Pröll. Al 73′ Alexander Frei esce per lasciare spazio a Mohamed Zidan e l’egiziano impiega pochi istanti per rendersi utile, disorientando un avversario con una finta e calciando il traversone dalla sinistra che trova ancora una volta perfetta l’incornata di Nelson Valdez ma altrettanto ottima l’ennesima parata decisiva di Markus Pröll. Il portiere rossonero però non può nulla al 79′. Pallone messo al centro dell’area dei padroni di casa da parte di Patrick Owomoyela, esso giunge a Tamas Hajnal che conclude però addosso al classe 1990 (diciotto anni ancora da compiere) Sebastian Jung: Mohamed Zidan se ne impossessa per ultimo e dopo aver dribblato Marco Russ nello stretto timbra il cartellino con il mancino. All’84′ l’undici guidato da Jürgen Klopp mette in ghiaccio questa sfida dopo un dominio incontrastato. In questa circostanza l’Eintracht è anche sfortunato perché sull’innocuo passaggio dell’ungherese Tamas Hajnal è il francese Habib Bellaid a beffare il proprio estremo difensore Markus Pröll. Borussia Dortmund che nel Posticipo domenicale molto probabilmente tiferà Hertha per rimanere ad appena due punti di distacco dall’Hamburg, attualmente quinto in classifica.
Per un Sabato è sembrato di rivedere l’eccezionale esplosività del Leverkusen di inizio stagione, capace allora di candidarsi come candidata al titolo. Poi un calo piuttosto netto (ma con una Finale di DFB-Pokal ancora da disputare il prossimo 30 Maggio contro il Werder Bremen) ha fatto scemare le ambizioni dei rossoneri che con il tempo hanno perso parecchio terreno. Ma il Bayer di oggi è andato a dominare in lungo a largo a Gelsenkirchen dove lo Schalke (reduce da quattro vittorie consecutive senza subire reti) non era certo il cliente più facile da affrontare in questo periodo. Davanti ai 61.000 spettatori della “Arena Auf Schalke” però non c’è solo uno dei tanti Derby del Nordrhein-Westfalen perché si sfidano anche i due portieri che (assieme a Robert Enke) si giocano e si giocheranno in futuro il posto da titolare nella Nazionale tedesca. Duello vinto ampiamente dall’attuale prediletto del CT Joachim Löw che, con il risultato già al sicuro per i suoi, ha sfoderato un paio di interventi da vero campione specialmente su Kevin Kuranyi. Ironia della sorte, la vera e propria esplosione di René Adler, che da li a poco avrebbe di fatto costretto Jörg Butt ad essere ceduto, ci fu il 25 Febbraio 2007 proprio in questo impianto, quando “causò” una delle poi decisive battute d’arresto dei “Knappen” che poi persero il “Meister Schale” a favore dello Stuttgart. Trascorrono nove minuti sul cronometro ed il Leverkusen si porta in vantaggio. Dopo tre turni di assenza dal tabellino dei marcatori, Patrick Helmes raggiunge quota diciannove gol in classifica cannonieri superando Manuel Neuer con un delizioso colpo di tacco, correggendo il passaggio teso e a filo d’erba di Gonzalo Castro dalla destra. Al 20′ i “Königsblauen” potrebbero pareggiare ma il peruviano Jefferson Farfan, servito da Halil Altintop, svirgola una sorta di rigore in movimento (da posizione leggermente decentrata) calciando malamente sul fondo. Sul ribaltamento di fronte i ragazzi di Bruno Labbadia ripartono a gran velocità ed è Toni Kroos a vedere il suo colpo di biliardo sfiorare il palo a Manuel Neuer battuto per una questione di centimetri. Al 27′ il brasiliano Renato Augusto (autore in precedenza di partite in chiaroscuro) dimostra che i 10 Milioni di Euro investiti dalla dirigenza del Bayer per portarlo in Germania ne sono valsi la pena perché ridicolizza Christian Pander con un doppiopasso e firma il due a zero con un preciso e potente destro che va ad infilarsi tra le mani di Manuel Neuer ed il primo palo. Non contente, le “Aspirine” prima del duplice fischio vorrebbero subito il tris ma stavolta la staffilata di Patrick Helmes termina in mezzo alla platea. Il bomber ex Köln comunque al 62′, scattato sul filo del fuorigioco, si porta a tu per tu con l’idolo della tifoseria dei “Knappen” e va ad un passo dalla doppietta personale sparando di poco a lato. Dopo un’ora abbondante di marca Leverkusen, dal 66′ inizia lo show di René Adler, abile subito ad opporsi magnificamente al colpo di testa di Kevin Kuranyi sul cross di Rafinha. Al 70′, imbeccato dalla leggera punizione di Orlando Engelaar, ed al 72′ Kevin Kuranyi sempre per via aerea è costretto ad abdicare per le eccellenti parate del giovane fenomeno rossonero. Non sarà solo lui però a doversi arrendere ai guantoni di René Adler visto che al 75′ respinge pure il destro dalla distanza di Heiko Westermann. Per Kevin Kuranyi quindi c’è gloria soltanto all’87′: il croato Ivan Rakitic lo lancia in profondità e lui dopo essersi portato quasi sulla linea di fondo, segna con un bel gesto tecnico praticamente eseguito da terra. Lo Schalke perciò torna con i piedi per terra e mentre sui giornali si continua incessantemente a vociferare di un arrivo di Felix Magath come allenatore e Manager a partire dalla prossima stagione, la missione di provare un ultimo disperato aggancio almeno alla Zona Uefa sembra essersi definitivamente affievolito per la truppa capitanata da Mike Büskens e Youri Mulder.
Se c’è una squadra che attualmente si merita di stare sul gradino più basso della classifica esso, a mio avviso, non è assolutamente il Karlsruhe. E’ vero che con il pazzesco sigillo di Sebastian Langkamp una settimana fa erano stati piuttosto fortunati ad uscire con i tre punti dalla “LTU Arena” di Düsseldorf contro il Leverkusen, ma sono una miriade quelli gettati al vento dopo partite dominate dall’inizio alla fine. Al Novantesimo lo zero a zero conclusivo fa felice solo il Cottbus di Bojan Prasnikar, rimasto rintanato nella propria metà campo e ancora fuori (seppur di poco) dalla zona retrocessione. Contro il Wolfsburg l’Energie aveva sofferto molto ma si era giocato la partita a viso aperto. Cosa che non accade con i biancoblu di Edmund Becker, immediatamente pericolosi con il calcio d’angolo ad effetto del brasiliano Antonio da Silva diretto in porta e soprattutto con la spaventosa sassata del ghanese Godfried Aduobe, spedita sopra la traversa con la punta delle dita da Gerhard Tremmel, cioè colui che potrebbe risultare decisivo se dovesse arrivare una insperata salvezza a fine stagione. Al 63′ Giovanni Federico spreca un occasione colossale quando, con Gerhard Tremmel a terra dopo l’incursione dell’australiano Joshua Kennedy, colpisce a botta sicura con il piatto senza però centrare lo specchio della porta. Due minuti dopo è Sebastian Freis ad impegnare il portiere biancorosso ma da posizione troppo defilata. Il Karlsruhe rischia poi di beffarsi con le proprie mani anzi, con i propri piedi quando il retropassaggio di Christian Eichner vede Markus Miller perdere il pallone (poi terminato sull’esterno della rete) nel tentativo di sistemarselo sul piede destro. Con un calendario molto difficile che gli attende, sarà difficile rivedere il Karlsruhe in Bundesliga anche il prossimo anno.
Fonte: calciotdesco.blogspot.com
Venerdì
Bochum-Hannover 0:2
Sabato
Wolfsburg-Hoffenheim 4:0
Bayern-Gladbach 2:1
Bielefeld-Stuttgart 2:2
Frankfurt-Dortmund 0:2
Schalke-Leverkusen 1:2
Karlsruhe-Cottbus 0:0
Domenica
Hamburg-Hertha
Köln-Bremen
CLASSIFICA (* una partita in meno)
Wolfsburg 60
Bayern 57
Stuttgart 55
Hertha 55*
Hamburg 54*
Dortmund 52
Schalke 49
Leverkusen 45
Hoffenheim 45
Bremen 39*
Hannover 35
Frankfurt 32
Köln 32*
Bochum 28
Cottbus 27
Bielefeld 26
Gladbach 24
Karlsruhe 23

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