
Chissà se adesso annullerà l’aspettativa da insegnante di economia aziendale. L’avventura in panchina di Elio Selighini si è conclusa. La storia del prof allenatore per passione che dopo una vita nel settore giovanile del Rimini e poi come assistente di Acori aveva ricevuto la grande occasione di guidare la prima squadra in B termina a cinque giornate dal termine: la società lo ha infatti esonerato per affidare la guida tecnica a Guido Carboni.
Fatale è stata la clamorosa sconfitta interna contro l’Avellino, un 2-3 che apre scenari inquietanti sul futuro dei romagnoli: e pensare che dopo la vittoria di martedì scorso contro la Salernitana che aveva spezzato un lungo periodo buio proprio la gara contro gli irpini si era messa bene, un 2-1 in rimonta che se mantenuto avrebbe rappresentato un bel passo avanti verso la salvezza. Ed invece il Rimini è crollato, vittima ancora delle proprie insicurezze. Selighini paga un girone di ritorno disastroso con la squadra capace di ottenere solo tredici punti con cinque sconfitte nelle ultime sei partite e costretta così a giocarsi la salvezza sino all’ultimo, a partire dall’anticipo di venerdì prossimo a Vicenza. A parziale discolpa di Selighini bisogna tuttavia osservare che la crisi del Rimini è iniziata dopo il mercato di gennaio: la cessione di Vantaggiato, necessaria per rimpolpare le casse sociali, ha indebolito sensibilmente i romagnoli e le contropartite ricevute dal Parma, Matteini e Paponi, non hanno colmato il vuoto. Quello di Selighini è il diciassettesimo esonero stagionale in serie B.