
Finisce 1-1 il derby d’Italia. A Torino, è un gol di Grygera a 3′ dal termine a consentire alla Juve di riprendere l’Inter, andata in vantaggio al 20′ del secondo tempo con Balotelli. Partita povera di emozioni e giocata sotto ritmo, con la squadra di José Mourinho che, grazie a questo pareggio, riesce comunque a compiere un ulteriore passo avanti verso lo scudetto. Il vantaggio sui bianconeri, infatti, resta di 10 punti a 6 giornate dal termine.
Aveva la vittoria in pugno, ha subìto il pareggio che, a prima vista, può suonare come una sconfitta. Eppure ha vinto. Stiamo parlando dell’Inter, ovviamente, che come successo alla vigilia di Pasqua (quando la sconfitta della Juve a Genova consentì a Mourinho di festeggiare il pari interno con il Palermo come una vittoria) ha poco di cui recriminare. Anche perché adesso pure gli scontri diretti si tingono di nerazzurro e i pochi dubbi sulla conclusione del campionato sono stati spazzati via.
Meglio (decisamente meglio) l’Inter che, come all’andata, ha costretto la Juve a fare da sparring partner per lunghi tratti della partita. Dopo un primo tempo giocato decisamente sotto-ritmo e con il solo Buffon capace di reggere l’urto nerazzurro (prima Balotelli, poi Figo vanno vicini al vantaggio), è nei secondi quaratacinque minuti che i nerazzurri mettono sotto la Juve colpendola in contropiede al 20′ con Balotelli. “Ancora una volta”, avranno pensato i tifosi bianconeri sugli spalti che già contro Cagliari e Chievo avevano dovuto incassare azioni identiche.
L’Inter gioca, la Juve si innervosisce. Tiago esagera con Balotelli e si becca il rosso. L’Inter potrebbe allungare, ma la Juve non ci sta. E così alla fine è Grygera a sbucare dal nulla e firmare un pareggio che, però, ha un valore diverso a seconda della prospettiva dalla quale lo si osserva.