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Ancelotti: “Mourinho? Ero al cinema”

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Come Ranieri, anche Carlo Ancelotti dribbla le domande sullo show di Mourinho da Chiambretti e manda in archivio la pratica con un significativo: “Ero al cinema a vedere Quo Vadis”. Insomma, non c’è spazio per le polemiche, ma ce n’è, eccome, per confermarsi sulla panchina rossonera: “Quanti Milan-Lecce ci saranno ancora per me? Non lo so, dipende dal Lecce – scherza Ancelotti -. Spero che ce ne siano degli altri, soprattutto per loro”.

 
ROGNE BRASILIANE:
Dal Milan, invece, e magari da Kakà, dipende il raggiungimento del terzo posto. Comprensibile, dunque, che le condizioni di Ricardo, specie dopo la polemica tutta brasiliana sulle cure ricevute a Milano, tengano banco. Come per Mourinho, anche sulla questione Ancelotti si esibisce in un’acrobazia niente male e rinvia il tutto a data da destinarsi con un sibillino “non ho ancora parlato con Kakà e voglio sapere quello che il suo pensiero in merito. Dal Brasile spesso sono arrivate cose inesatte”. Poi, chiaro, il dissidio vale una spiegazione che, per il buon Carletto, è semplicissima: “A livello medico – sottolinea – ognuno è libero di gestirsi come meglio crede, non c’è nessuna imposizione dalla società sulla scelta dei medici”. Il che, tradotto, significa che Kakà può farsi curare da chi vuole. E scegliere da solo il proprio medico. “Il Milan – continua infatti Ancelotti – può consigliare questo o quel medico, poi è il giocatore che deve decidere. Questo vale anche per la fisioterapia”.

Diverso il discorso relativo a Dunga, anch’egli molto critico con il Milan per le condizioni di Ronaldinho: “Ma che devo di’ de Dunga – risponde Ancelotti con inflessione romanesca -. Solitamente succede che se un allenatore è interessato alle condizioni dei propri giocatori, prende il telefono e chiama. Da lui non ho mai ricevuto una telefonata per sapere lo stato dei miei, e non suoi, giocatori. Può chiamare quando vuole, Lippi lo fa spesso”. E ancora: “E’ stato fermo per un mese e ora deve per forza di cosa lavorare per ritrovare la condizione. Ci deve mettere la buona volontà per recuperare in fretta. Con la continuità nel lavoro, la sua condizione migliorerà”. Infine Pato: “Sono molto sorpreso per queste difficoltà che trova in Nazionale – dice Ancelotti -. Ripeto, però, che non posso entrare nella testa di Dunga. Anche qui all’inizio Pato non era stato utilizzato sempre per inesperienza, ma quando uno ha le qualità e le dimostra deve giocare”.

TRA LECCE E IL FUTURO:
Giocherà, intanto, contro il Lecce. Una gara che Ancelotti considera fondamentale soprattutto perché, dice, “dobbiamo sfruttare questo periodo che ci consente di giocare tre gare su quattro in casa. Così possiamo consolidare il terzo posto. E’ un momento molto importante che dobbiamo sfruttare al meglio. Il nostro campionato diventerà più complicato nelle ultime gare”. Quindi Lecce e, di seguito, Chievo (trasferta), Torino e Palermo. Per Carlo Ancelotti il Milan non può sprecare niente in queste quattro partite “anche per aumentare il vantaggio sulla quarta posizione”.  Una cosa da nulla se ci si lascia andare a un salto all’indietro. Alla partita, cioè, dell’andata, che il Milan affrontò da primo in classifica e con obiettivi più prestigiosi del terzo posto: “Da allora abbiamo avuto tante difficoltà – ammette Ancelotti – coincise proprio con quella partita, una delle migliori giocate in trasferta quest’anno. Ora la squadra rincorre tutto un altro tipo di obiettivo, meno stimolante ma a cui sicuramente è agganciato il futuro del Milan. Viviamo altri momenti senza rabbia o delusione”.

Ma non tutto è da buttare, pensando appunto al futuro: “Questa stagione difficile può rappresentare la base per il prossimo anno. Dobbiamo per forza ritornare a fare la Coppa Campioni, per poter tornare a un livello professionale per noi tutti sicuramente più stimolate. A livello tecnico e tattico credo che la squadra del prossimo anno sia già delineata”. Anche perché, obiettivamente, tirare una riga sotto una stagione condizionata dagli infortuni non è facile: “Difficile dire – spiega ad esempio – quanto ci è mancato Borriello. Non abbiamo mai giocato in questi anni con un attaccante con le sue caratteristiche. Non è mai stato utilizza nelle prime gare, ma ha dato una buona impressione. Nel Milan del futuro Borriello ci sarà sicuramente. Ha avuto un infortunio serio e sta recuperando. Nesta? Non stiamo forzando la mano sul suo recupero. Stiamo facendo le cose con molta calma per metterlo in forma per la prossima stagione. Sicuramente è stanco di fare vacanza e questa estate farà un lavoro particolare. Questi sono infortuni che ci hanno penalizzato molto”.

Infine un pensiero sul Lecce, perché, è logico, nel futuro ci si arriva passo dopo l’altro: “Considerando che ha cambiato l’allenatore, forse il Lecce avrà qualcosa di diverso. Ma è una squadra che sinceramente non conosco tantissimo. De Canio avrà portato qualche modifica: è una squadra in difficoltà di classifica e non possiamo aspettarci atteggiamenti superficiali. Sarà una partita combattuta”. Poi sulla formazione: “Sicuramente gioca Inzaghi. Beckham forse andrà in panchina. Abbiamo sicuramente maggiore disponibilità di giocatori, anche Kakà ha recuperato completamente e nell’ultima gara col Brasile ha giocato novanta minuti.

I giocatori che sono stati qui hanno lavorato bene e se ci dovessero essere delle scelte da fare darei la priorità certamente a loro perché sono più freschi rispetto ai nazionali. Poi dopo l’allenamento di rifinitura deciderò se schierare un attaccante in più”. Per concludere c’è tempo per una battuta sulla posizione da trequartista ricoperta da Pirlo in maglia azzurra: “Nella gara contro il Montenegro aveva più libertà di azione rispetto alla sua solita posizione. Sette anni fa lui si è proposto come ruolo di centrocampista centrale e se adesso vuole proporsi in un ruolo differente io lo ascolto, ma Andrea e’ un giocatore talmente intelligente che non verra’ mai a farmi questo discorso. E’ diventato il giocatore più forte al mondo in quella posizione e credo che sia il suo desiderio che il mio sia quello che lui continui a stare davanti alla difesa”.

Fonte: sportmediaset.it


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