
Qualche giorno fa la notizia che Ancelotti e Galliani si sarebbero incontrati. Il vertice, invece, è arrivato prima del previsto e si è svolto mercoledì pomeriggio nella sede rossonera di via Turati. Sul risultato, invece, grandi conferme, nel senso che il tecnico milanista, come previsto, ha posto il suo ultimatum: senza rinnovo (l’attuale contratto scade tra un anno), ognuno per la sua strada. Che, per Carletto, sta per Londra o Madrid.
Ma l’incontro, dicevamo, perché qualcosa, almeno nei piani del Milan, è stato mandato in frantumi proprio dalle parole dell’allenatore rossonero. Nonostante le frasi di circonstanza regalate alla stampa sia da Galliani che da Ancelotti (il succo, per entrambi, è stato: avanti insieme, c’è un contratto fino al 2010), la società sarebbe rimasta per così dire spiazzata da Carletto che, educatamente ma fermamente, avrebbe chiesto il prolungamento del suo accordo. In buona sostanza, alla luce delle offerte concrete del Chelsea (il Real si è un po’ allontanato e sembra più orientato verso Pellegrini), il tecnico di Reggiolo avrebbe insomma posto il suo ultimatum: contratto triennale o saluti e baci.
Inutile dire che, al momento, Galliani non ha minimamente preso in considerazione un ok incondizionato. Tutt’altro: l’ad rossonero ha tentennato e preso tempo, ben sapendo che molte delle idee in cantiere potrebbero saltare in caso di prematura dipartita di Ancelotti. Nei piani della società, a quanto pare, c’erano infatti due opzioni datate entrambe 2010: Leonardo, che gode di grande considerazione ma non ha esperienza, o Marcello Lippi, già finito nel mirino del Milan anni fa e almeno in teoria “libero” di diventare rossonero dopo i Mondiali.
La necessità di sostituire immediatamente Ancelotti, ovviamente, farebbe saltare il banco Lippi e lascerebbe aperto un piccolo spiraglio per Leonardo. Più probabilmente, però, la partenza di Carletto costringerebbe il club di via Turati a prendere un’altra strada. Quella, per intenderci, che potrebbe portare a Rijkaard, ultimo grande dei milanisti rimasto senza panchina. Sempre che, all’improvviso, non si aprano nuovi scenari. Che passano ancora per Londra e fanno tappa, sempre, a Madrid.
Fonte: sportmediaset.it