E’ sempre lui, l’aria di Firenze gli ha fatto più che bene, sto parlando di Alberto Gilardino, nuovo idolo della Curva Fiesola che per l’ennesima volta è risultato decisivo in una partita dei viola.
Fiorentina che si presenta all’avvio con Frey in porta, Gobbi, Dainelli, Kroldrup e Jorgensen in difesa, Felipe Melo mediano, Montolivo e Donadel centrali, Gilardino prima punta con a sostegno Mutu e Semioli per la prima volta titolare in questa stagione. Prandelli che quindi lascia fuori Jovetic e fa un pò di turn over in vista dell’impegno Champions di martedì.
Risponde un Genoa a sorpresa senza Sculli e Milito dall’inizio ma con Rubinho in porta, Papastathop, Ferrari, Criscito e Bocchetti in difesa, Mesto, Vanden Borre, Milanetto e Rossi a centro campo a supporto degli attaccandi Palladino e Olivera.
La Fiorentina parte bene, costruendo una palla gol colossale già al 3′, quando Adrian Mutu stacca liberissimo sul corner da destra di Semioli, ma la zuccata del romeno termina a lato di un niente. Ma i viola riescono a colpire solo occasionalmente.
Gilardino davanti lotta come un leone, ma non riesce mai a trovare la conclusione in porta, così è il destro di Montolivo a mettere in difficoltà Rubino che al 18′ si salva in due tempi, mentre Mutu conferma di non passare un gran momento poco prima della mezz’ora, quando calcia una punizione invitante proprio addosso al compagno Felipe Melo.
In avvio di ripresa Gasperini decide di dare spazio a Milito, ingresso che accende il match: il Genoa, infatti, non si limita più a difendere e si fa subito pericoloso: Frey respinge prima il destro di Olivera e poi è fantastico nella deviazione di ginocchio che nega la gioia al “Principe” argentino.
Il gol è nell’aria e arriva al 62′, nemmeno a dirlo ad opera di Alberto Gilardino: il bomber viola controlla il pallone sul secondo palo sugli sviluppi dell’ennesimo corner di Semioli e si coordina tra tre avversari per una girata mancina che spedisce la sfera all’angolino basso dove Rubinho non può proprio arrivare.
Comincia a rivedersi quindi la vera Fiorentina, diversa da quella vista a Roma e con l’impegno alle porte di martedì questa squadra sembra aver risolto davvero i suoi problemi.